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Ferrari porta l’ala “Macarena” al GP Cina: come funziona e quanto rende più veloci le SF-26

Ferrari porta in Cina la nuova ala posteriore “Macarena” sulla SF-26: come funziona, perché riduce il drag e quanto può valere in velocità ed energia al GP di Shanghai.
A cura di Michele Mazzeo
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La Ferrari si presenta al GP di Cina della Formula 1 2026 con la novità tecnica più chiacchierata di questo avvio di Mondiale: l'ala posteriore soprannominata "Macarena", già intravista nei test del Bahrain e ora montata sulle due SF-26 di Leclerc e Hamilton a Shanghai. È il segnale di una scelta chiara: accelerare lo sviluppo per ridurre il gap dalla Mercedes già nella seconda tappa della stagione.

Il tratto distintivo è semplice da spiegare anche a chi non mastica aerodinamica: quando il sistema si attiva, il flap mobile non si limita ad aprirsi come sulle ali tradizionali, ma ruota fino a ribaltarsi, riducendo in modo più marcato la resistenza all'avanzamento. Per ottenere questo movimento la Ferrari ha spostato lateralmente l'attuatore, eliminandolo dalla zona centrale dell'ala. È proprio questo dettaglio a rendere riconoscibile la soluzione vista nei box di Shanghai.

Il vantaggio, però, non riguarda solo la velocità di punta. In una Formula 1 2026 in cui la gestione dell'energia conta quasi quanto il passo puro, avere meno drag sul rettilineo significa anche consumare meno energia e conservare più carica da spendere nel resto del giro. Su una pista come Shanghai, che presenta uno dei rettilinei più lunghi del calendario, il beneficio può pesare ancora di più.

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Nel paddock si parla di un guadagno nell'ordine degli 8 km/h, dato da prendere con cautela finché non arriverà il riscontro della pista, ma sufficiente a spiegare perché a Maranello abbiano deciso di anticiparne l'esordio. Non è un dettaglio: in Australia la Ferrari aveva mostrato buone basi, ma ha pagato qualcosa proprio sul fronte della potenza scaricata sul dritto.

Il weekend Sprint, con una sola sessione di libere, lascia pensare che questa non sia una semplice prova. Anche perché Ferrari ha portato a Shanghai più esemplari dell'ala e Hamilton stesso ha confermato che il lavoro di sviluppo è stato anticipato rispetto ai piani iniziali: "Abbiamo fatto tutto il lavoro necessario e sono molto grato al team, perché in realtà doveva arrivare più avanti. In squadra hanno lavorato duramente per svilupparla e portarla qui".

In sostanza, la "Macarena" non promette miracoli, ma può rendere la SF-26 più efficace dove oggi serve di più: rettilineo, consumo, energia e velocità massima. Ed è esattamente per questo che la Cina è il banco di prova più logico per capire quanto possa davvero influire sul passo della Ferrari.

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