Dani Pedrosa e il suo complesso verso Valentino Rossi: “Quando ero con lui in gara pensavo: prego, passa”

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Il pilota spagnolo ha raccontato cosa gli succedeva nei duelli in pista col ‘dottore’: “Più avanti nella mia carriera, dopo qualche anno, me lo sono tolto dalla testa”.

"Con Valentino Rossi era come dire: Prego, passi pure". Dani Pedrosa ha raccontato con questa immagine il modo in cui affrontava il ‘dottore' nei primi anni in MotoGP. Stima e soggezione erano due facce di una stessa medaglia: il complesso verso il campione italiano era tale da influenza il suo atteggiamento in pista, almeno fino a quando il pilota spagnolo non è riuscito a cambiare prospettiva. "Con Valentino non ho avuto un grande legame fuori dai circuiti ma in gara mi è stato molto prezioso perché mi ha aiutato a migliorare", ha raccontato a Decoded di DAZN facendo un excursus sulla propria carriera di centauro.

Poi ha chiarito come sia cambiato il suo approccio: maturità emotiva e maggiore padronanza del mezzo gli hanno permesso di liberarsi di quella forma di riverenza sicuramente penalizzante. E lì Pedrosa ha iniziato a cannibalizzare quella figura che per tanto tempo gli aveva fatto ombra.

Valentino Rossi, la rivalità vista da Dani Pedrosa

Nel racconto di Pedrosa, Rossi occupa una posizione particolare: non c'è mai stata ostilità personale ma solo grande ammirazione verso il nove volte campione del mondo. Ed era così forte da aver impiegato alcuni anni prima di riuscire ad affrontarlo senza quella deferenza iniziale.

"Più avanti nella mia carriera, dopo qualche anno, me lo sono tolto dalla testa", è il momento in cui è riuscito a sbloccarsi a livello psicologico: da quel momento, ha spiegato, Rossi è diventato un avversario "e ho lottato con lui come con tutti gli altri". E quando gli hanno chiesto usare una sola parola per descrivere le caratteristiche di VR46, ne ha scelta una emblematica: artista, dandolgi così un tratto distintivo diverso rispetto a quello degli altri campioni.

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Il duello al GP d'Aragona: quando lo spagnolo batté il dottore

La loro rivalità ha avuto anche momenti diventati emblematici, come il Gran Premio d'Aragona del 2015. In quella gara Pedrosa e Rossi si sono contesi il secondo posto con una serie di sorpassi e controsorpassi, in un confronto serrato fino alle fasi decisive. Il ragazzo che si lasciava condizionare dall'aura del pilota di Tavullia era cresciuto, finalmente consapevole del proprio valore.

A spuntarla fu proprio lo spagnolo, davanti al pubblico che aveva assistito a uno dei duelli più intensi della stagione. Quell'episodio restituisce la misura del cambiamento descritto da Pedrosa: Rossi non era più soltanto il campione da osservare. Per anni aveva guardato il più grande con troppo rispetto, finché non ha capito che per batterlo doveva guardarlo dritto negli occhi.

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