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Cosa deve fare ogni singolo meccanico durante un pit-stop di Formula 1 nello spazio di tre secondi

Ecco cosa fa ognuno dei 18 meccanici di un team durante un pit-stop nel corso di una gara di Formula 1: ognuno ha il proprio compito da svolgere all’unisono con gli altri in quei tre secondi perché l’errore di uno pregiudica il lavoro di tutti.
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A cura di Michele Mazzeo
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In una Formula 1 che ha raggiunto ormai livelli tecnologici incredibili a fare la differenza sono i minimi particolari. E tra questi anche mezzo secondo in più o in meno in un pit-stop possono rivelarsi determinanti per il risultato finale. I top team negli ultimi anni sotto questo aspetto hanno alzato vertiginosamente l'asticella con alcune soste ai box per cambiare le gomme durante la gara fatte addirittura sotto i due secondi (nel corso del Mondiale 2023 il pit-stop più veloce in assoluto è quello effettuato dalla McLaren con Lando Norris nel GP del Qatar durato un secondo e otto decimi).

E per ottenere questi incredibili risultati nel tempo ci si è concentrati sempre di più su questo particolare con un lavoro specifico su ogni singolo meccanico e sull'affinare i meccanismi di un team composto da 18 persone che si muove all'unisono e in cui l'errore di un singolo compromette il lavoro di tutta la squadra. Già, perché in quei due/tre secondi ognuno deve svolgere alla perfezione il suo compito e farlo nel minor tempo possibile.

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Durante un pit-stop difatti ognuno dei 18 meccanici gioca un ruolo importantissimo. C'è infatti un uomo che è addetto al cric che ha il compito di sollevare la parte anteriore della vettura appena fermatasi nella piazzola, e ce n'è un altro che ha lo stesso compito per quel che riguarda la parte posteriore. C'è poi un membro del team addetto al semaforo, cioè quello che segnala quando la vettura può ripartire e imboccare la pit-lane per far rientro in pista (e questo è posizionato alla destra di quello di colui che solleva anteriormente la monoposto).

Ci sono quindi quattro uomini, chiamati stabilizzatori, che hanno il compito di tenere ferma la macchina mentre si effettua l'operazione di sostituzione degli pneumatici. Due di loro sono schierati ai lati, uno a destra e uno a sinistra, all'altezza della parte centrale della monoposto mentre gli altri due si trovano alla destra e alla sinistra dell'addetti al cric anteriore. Nel momento in cui il pilota ferma la vettura i due al centro la stabilizzano facendo pressione con le mani sulle fiancate e sui due lati del roll-bar, mentre gli altri due stabilizzano il muso e fanno da scudo alle delicatissime paratie laterali dell'ala anteriore affinché non vengano danneggiate da coloro che sono impegnati nella sostituzione degli pneumatici anteriori.

E quindi ci sono infine coloro che effettuano materialmente il cambio gomme: sono dodici, divisi tre per ogni pneumatico. C'è l'addetto all'utilizzo della pistola idraulica per svitare le gomme vecchie e poi imbullonare quelle nuove che prima ancora che la vettura si fermi è già inginocchiato all'altezza dello pneumatico di sua competenza. Alla sua sinistra c'è quindi un meccanico addetto all'estrazione dello pneumatico usato, alla sua destra c'è invece colui che deve inserire quello nuovo con cui poi il pilota potrà proseguire la sua gara.

Alcuni top team hanno poi anche altri tre meccanici di supporto che si occupano di spostare le strutture delle pistole idrauliche e di eventuali problematiche che possono sorgere durante un pit-stop. E questi si schierano dalla parte esterna della piazzola, cioè dal lato della pit-lane.

Evidente dunque che in quei due/tre secondi va in scena un vero e proprio lavoro di squadra in cui ognuno dei 18 meccanici si muove come un ingranaggio di un orologio che funziona solo se tutti svolgono perfettamente il proprio compito ma che, al contempo, smette di funzionare se anche solo uno dei 18 membri del team commette una sbavatura o non è perfettamente allineato al resto della crew.

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