Bezzecchi e Aprilia dominano il GP Thailandia: trionfo a Buriram con Acosta 2°, Ducati fuori dal podio

La MotoGP 2026 riparte con un messaggio chiaro dal Chang International Circuit: Aprilia è già al livello dei grandi e a Buriram si prende tutto. Marco Bezzecchi vince il GP della Thailandia dominando dall'inizio alla fine, senza mai concedere un vero appiglio agli avversari. Parte davanti, impone ritmo e gestione, e trasforma i 26 giri in una prova di controllo totale: al traguardo il vantaggio è netto, con gli inseguitori costretti a guardare da lontano.
A fine gara il riminese ha fotografato la domenica perfetta e la reazione dopo la scivolata del sabato: "Ieri ho fatto un piccolo errore che ha avuto grandi conseguenze e che ha fatto male. Oggi era importante reagire. Eravamo molto a post con la mescola media. Avevo in mente una strategia chiara. Sapevo di poter staccare tutti partendo davanti e così è stato. Ringrazio tutto il team, la mia famiglia e i miei amici. Sono molto, molto contento. Ho spinto molto all'inizio ma sapevo dove poterlo fare e dove invece essere più attento in termini di usura degli pneumatici. Ho cercato soprattutto di guidare pulito. Sono stati bravi in Aprilia a lavorare bene quest'inverno e a portare tante cose da provare nei test, forse addirittura troppe perché poi si rischia di finire fuori strada".

Alle sue spalle l'unico"imbucato" alla festa di Noale è Pedro Acosta, secondo con la KTM dopo una gara in crescendo. Lo spagnolo è l'unico in top-5 a non avere una RS-GP sotto di sé: prima si costruisce la rimonta, poi nel finale completa l'azione decisiva su Raul Fernandez, strappandogli la piazza d'onore. Fernandez si consola con un podio pesante, ma paga il calo della gomma posteriore dopo essere rimasto a lungo secondo, quando sembrava poter essere l'unico ad inseguire, seppur a debita distanza, Bezzecchi.
Il dominio Aprilia si misura anche nei numeri: oltre al vincitore e al terzo posto, arrivano un solido quarto di Jorge Martin e un quinto di grande sostanza di Ai Ogura, protagonista di una rimonta che lo porta a risalire fino alle posizioni che contano con la seconda Aprilia del team Trackhouse. Tradotto: quattro moto di Noale nelle prime cinque, un segnale fortissimo per il resto del paddock.
E la Ducati? A Buriram resta fuori dal podio e, soprattutto, non dà mai l'impressione di poter tenere il passo dei migliori. Pesano gli episodi, il ritiro di Marc Marquez per foratura mentre era quarto e la caduta di Alex Marquez nel finale, ma il tema vero è la prestazione complessiva: le Desmosedici inseguono per tutta la gara. Il migliore al traguardo è Fabio Di Giannantonio, sesto con la GP26 del team VR46, mentre Pecco Bagnaia chiude nono dopo un weekend complicato, costretto a rincorrere sin dalle qualifiche.

La prima domenica del 2026, insomma, consegna una fotografia già nitida: Bezzecchi e Aprilia aprono l'anno con un trionfo che pesa, Acosta conferma di poter essere subito protagonista, e la Ducati esce da Buriram con più domande che certezze.