Il Tour risponde ai corridori: “Hotel da incubo? Parte del gioco”. Ma l’organizzazione alloggia nei castelli

Al Tour de France è scoppiata la polemica sulle strutture alberghiere che l'organizzazione ha fornito ad ogni tappa a squadre e corridori iscritti. Dopo qualche giorno di serenità, è stato il primo giorno di riposo a scatenare la discussione, con diverse lamentele, debitamente documentate, che hanno evidenziato la totale fatiscenza di diversi Hotel dove i Team hanno dovuto alloggiare nella zona del Dipartimento del Cantal. Di fronte allo "scandalo", ASO ha risposto in via ufficiale con il direttore del Tour, Christian Prudhomme: "Se vuoi correre in queste splendide zone, lo devi accettare: fa parte anche questo del Tour". Purtroppo, però, si è scoperto che gli organizzatori, a poche centinaia di metri dagli alberghi contestati, alloggiavano in confortevoli castelli.
La polemica al Tour sugli hotel, la rabbia di van der Poel: "Gli organizzatori alloggiano in castelli…"
A sottolinearlo è stato il direttore sportivo della Uno-X Mobility, Stig Kristiansen, che riportato al quotidiano belga Het Nieuwsblad una frase non certo passata inosservata e che stride del tutto con la situazione di estremo disagio denunciata da decine di corridori: "C’era Mathieu van der Poel che era decisamente molto arrabbiato per questa situazione. Perché? Quando ha saputo che alcune persone dell’organizzazione dormivano invece in un bellissimo castello vicino…". Proprio il fuoriclasse olandese è stato direttamente coinvolto nella polemica con la sua Alpecin-Premier Tech, anch'essa alle prese con strutture tutt'altro che confortevoli. Philip Roodhooft, direttore generale della squadra di MVDP ha ulteriormente criticato la qualità dell'hotel in cui si è ritrovato il tema, tra mancanza di pulizia, assenza di aria condizionata, eccessivo calore e presenza di insetti, definendo l'albergo "ben sotto il limite che ci si possa aspettare".
Le denunce dei corridori e la risposta del direttore Prudhomme: "Fa parte del gioco"
Altre dichiarazioni feroci nei confronti di ASO e dell'organizzazione del Tour si erano susseguite nella giornata di lunedì, tra vlog di denuncia come quello che cura Magnus Cort, corridore della Uno-X Mobility, che da anni si diletta a classificare le varie camere d’albergo che incontra nell’arco delle sue partecipazioni ai Grandi Giri. E foto e storie sui social, come quella dei fratelli Johannessen, "costretti" a dormire in balcone, o altre lamentele che hanno colpito anche Movistar, PicnicPost NL e la stessa UAE di Pogacar.
Ma come è possibile che tutto ciò sia accaduto e sta accadendo nel più grande evento ciclistico a livello mondiale? Il direttore Christian Prudhomme ha provato a mettere la classica pezza: "Se vuoi alloggiare sempre in hotel a cinque stelle, devi trovarti nelle grandi città ma il problema è che le grandi città, con la loro rete stradale, complicano le cose sul fronte sicurezza perché aumenta la possibilità di incidenti al traguardo o per il manto stradale non idoneo. È un circolo vizioso" ha proseguito Prudhomme a Ici Sport: "Se vuoi partecipare al Tour e visitare queste straordinarie regioni, fa parte del gioco".
Come funziona l’assegnazione degli hotel per squadre e corridori al Tour
ASO, l'azienda che ha in mano l'organizzazione della corsa, prenota per tempo tutti gli alberghi per le squadre che non possono scegliere o prenotare autonomamente i loro alloggi essendo vietato per il regolamento che vuole garantire equità logistica. ASO blocca le strutture molto in anticipo prima ancora di annunciare il percorso ufficiale per avere disponibilità garantita lungo il tracciato e classifica e distribuisce le strutture in modo da dare a ogni squadra un mix equilibrato. Durante i giorni di riposo, come il primo, nella regione del Cantal, le squadre alloggiano due notti nello stesso posto e le eventuali criticità si amplificano.
Logistica per l’organizzazione ASO e dove alloggiano durante il Tour
ASO coordina una logistica enorme per cui ad ogni tappa si calcola una gestione di oltre 1.800 posti letto tra i propri dipendenti, commissari, volontari, media accreditati, sponsor e squadre. Le centinaia di persone dell'organizzazione, soprattutto, non hanno gli stessi vincoli dei team dei corridori e possono prenotare in anticipo strutture migliori o esclusive. Già in passato, attraverso report e podcast si era parlato degli appartenenti ad ASO che alloggiavano in chateau esclusivi, utilizzati dall’organizzazione o dai media e sponsor VIP