Seixas crolla con i crampi ai Mondiali, autocritica feroce: “Una vergogna finire così a 19 anni”
Correre un Campionato del Mondo da professionista, per la prima volta, a diciannove anni, dovrebbe essere un vanto e un onore, al di là del risultato. Invece, per Paul Seixas la prova iridata di Montreal, vinta dal sorprendente gregario di Pogacar, l'americano Brandon McNulty, si è trasformata in una autentica "vergogna" sportiva. A dirlo è lo stesso giovane fenomeno francese che ha dovuto abbandonare ogni speranza di gloria nel modo peggiore e più imprevedibile: a soli 4 chilometri dalla fine ha ceduto, in preda ai crampi. "Ci ho provato, ho pensato a tutti i miei compagni. Ma mi sono arreso", le sue sconsolate parole al traguardo.
"Avevo tutto quello che serviva per vincere oggi, con la mia squadra che mi ha dato questa enorme opportunità. Avevo tutto il necessario per farlo, pensavo di avere delle ottime gambe, era andata benissimo con tutta la squadra, che mi ha aiutato. Stava andando tutto bene, sentivo delle gambe incredibili". Paul Seixas subito dopo la conclusione della prova mondiale di ciclismo in linea, racconta la sua prima volta, così, finita con un anonimo 15° posto. Totalmente da cancellare. Se la prima parte della sua disamina appare positiva, è semplicemente un fraintendimento: è la premessa perfetta per delineare nel modo migliore ciò che senza mezzi termini ha definito un "fallimento" e una "vergogna".
"Non voglio parlarne…" ha infatti continuato, desolato: "A due giri dalla fine, ho iniziato ad avere i crampi… Sapevo che sarebbe stata dura, ma ho pensato a tutti i miei compagni di squadra, a quello che avevano fatto e ho resistito fino alla fine. Ho lottato duramente, ma sono estremamente deluso perché non ce l'ho fatta. Credo di aver sbagliato e gestito male tutto, dall'alimentazione all'idratazione. Non mi era mai capitato di avere crampi in bici prima d'ora ed è successo oggi. Un fallimento e una vergogna finire così a 19 anni".
Ma cos'è successo in gara per sentire parole così dure verso se stesso?
Paul Seixas è stato tra i protagonisti della gara di Montreal, sempre in mezzo al gruppo dei migliori e ha persino provato a scattare da solo e a rispondere ai tentativi degli altri, soprattutto del suo quasi coetaneo e avversario di mille battaglie, Isaac del Toro. Anche alla fine di un circuito devastante che ha sfiancato i migliori, Seixas è apparso in grado di giocarsi il finale ma improvvisamente sull'ultima salita dell'Avenue Pagnuelo è crollato: ha iniziato a toccarsi la gamba sinistra, ha smesso di pedalare e, tra smorfie di dolore e la test bassa, si è pian piano allontanato dai migliori. Al traguardo di Montreal, Seixas non c'è mai arrivato se non per onore di firma: mentre il mondo festeggiava McNulty, lui a soli 4 km dall'arrivo si è arreso. Una "vergogna", come ha sostenuto nelle dichiarazioni post gara, durissimo oltremodo contro se stesso. E i suoi diciannove anni.