Michael Antonelli aveva compiuto 21 anni il 30 novembre scorso. È morto all'ospedale di San Marino, dove era stato ricoverato per una grave crisi respiratoria provocata dal Covid-19. Le sue condizioni di salute sono apparse subito preoccupanti nonostante il trasporto nel Reparto di Terapia Intensiva. Sua madre, Marina, il fratello, Mattia, e i familiari gli sono rimasti accanto fino all'ultimo. Fino a quando l'espressione addolorata e le parole dei medici non hanno comunicato che il ‘loro ragazzo' non ce l'aveva fatta. Il coronavirus ha dato il colpo di grazia al fisico del giovane ciclista che ad agosto del 2018 fu protagonista del terribile incidente durante la 72esima edizione della Firenze-Viareggio, classica per le categorie elite e Under 23.

Il calvario del giovane che correva per la Mastromarco Sensi Nibali e aveva scelto le due ruote per passione era iniziato due anni e mezzo fa, quando dopo 91 chilometri di corsa cadde in un dirupo della tappa toscana di San Marcello Piteglio (in provincia di Pistoia). Perse il controllo del veicolo al termine di una discesa, coinvolto nello scivolone assieme ad altri quattro ciclisti. Loro riuscirono a cavarsela con qualche livido, a lui andò peggio. Precipitò per una ventina di metri e l'impatto con il terreno fu violento.

Le conseguenze del colpo subito alla testa furono gravi: Antonelli andò in coma e da allora non è mai più riuscito a riprendersi. Venne immediatamente condotto all’ospedale Careggi di Firenze, dove restò ricoverato in Terapia Intensiva per un po' di tempo. Era solo all'inizio di un percorso che avrebbe dovuto aiutarlo a tornare alla vita ‘normale: effettuò la riabilitazione prima nell’istituto di Montecatone (Imola) e poi al Centro di Riabilitazione Luce sul Mare di Torre Pedrera di Rimini. Il contagio e gli effetti del coronavirus gli hanno tolto l'ultima possibilità che aveva per lasciarsi alle spalle quel brutto incubo.