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Tour de France 2026

Lance Armstrong empatizza con Pogacar: “Guardatelo: disinteressato, col pilota automatico. Lo capisco”

Lance Armstrong esalta la superiorità di Tadej Pogačar al Tour de France 2026, definendolo l’atleta più dominante al mondo e sostenendo che nessun rivale possa fermarlo. Secondo l’ex campione americano, l’unico vero pericolo per lo sloveno potrebbe essere la mancanza di stimoli dovuta a una competizione ormai senza sfide.
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Il Tour de France 2026 è già indirizzato dopo appena poche tappe dal suo inizio? Secondo Lance Armstrong, la risposta è ‘sì'. Nella prima frazione di alta montagna, disputata giovedì scorso, Tadej Pogačar ha conquistato la maglia di leader grazie a un attacco decisivo sul Col du Tourmalet, accumulando un vantaggio che sfiora ormai i tre minuti. L'ex campione statunitense, tra i protagonisti più discussi della storia del ciclismo, è rimasto impressionato dall'ennesima dimostrazione di forza dello sloveno.

"È come se qualcuno vincesse la Maratona di New York con cinque minuti di vantaggio", ha esordito Armstrong nel suo podcast THEMOVE: "A livello internazionale, non c'è nessuno che gli eguagli, in nessuno sport. È un evento irripetibile. L'atleta più dominante al mondo. È come se Novak Djokovic vincesse la finale di Wimbledon 6-0, 6-0, 6-0".

Armstrong si rivede in Pogačar: C'è una cosa che alla fine potrebbe battere Tadej e non è una persona… è la noia"

L'ex corridore si è spinto oltre nella sua analisi, sostenendo che, allo stato attuale, nessun rivale, nessuna squadra e nessuna strategia sembrano in grado di mettere in difficoltà Pogačar in questo Tour de France: "C'è una cosa che alla fine potrebbe battere Tadej Pogačar. E non è una persona, non è una squadra, non è una caduta, non è un incidente, non è la sfortuna… È la noia. Non sto scherzando".

Armstrong ha spiegato di comprendere questa situazione per esperienza personale, ricordando di aver vissuto sensazioni simili durante il periodo in cui dominava le corse a tappe: "Perché ci sono passato anch'io. Mi sono trovato nella situazione in cui – qualunque cosa dicano o pensino gli altri – dopo un po', diventa solo un lavoro. Sei pagato per vincere, dovresti vincere, ovviamente non vuoi perdere, ma è diverso".

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Secondo Armstrong, anche l'atteggiamento mostrato da Pogačar dopo la tappa potrebbe essere un indizio in questa direzione: "L'ho osservato, avete visto la sua intervista dopo la gara, vero? È un ragazzo che corre con il pilota automatico… Il ragazzo al traguardo oggi sembrava completamente disinteressato".

Nonostante ciò, l'ex campione sostiene di comprendere perfettamente lo stato d'animo del leader della classifica generale: "E in realtà provo molta comprensione per lui, perché… dedica un'enorme quantità di tempo alla preparazione, e sentite: Tadej Pogačar vorrebbe tanto una rissa, una vera e propria lotta. Un ‘dai, andiamo a combattere' – gli piacerebbe moltissimo. Ma non la otterrà".

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