Gli effetti devastanti del caldo e della fatica al Tour de France, Daan Hoole vomita in corsa

Al Tour de France si iniziano già a farsi sentire i primi effetti di una corsa che anche se appena iniziata, dopo sette tappe sta mettendo a durissima prova tutti i corridori. Tra medie folli e un caldo sempre più asfissiante, si susseguono scene di atleti stremati subito dopo il traguardo e adesso anche in gara: ciò che è accaduto a Daan Hoole nel corso della sesta frazione è stato più che significativo: l'olandese e compagno di Seixas ha dato di stomaco, in preda ai crampi, per cercare di sostenere l'andatura imposta dagli uomini UAE, aprendo il dibattito e le polemiche sulla tutela della salute di chi è in gara.
In Francia le temperature continuano a restare oltre ogni allarme, superando di gran lunga i 35 gradi con picchi a 40°C che con l'asfalto bollente portano la percezione del calore oltre ogni possibilità di resistenza. Anche per coloro che sono abituati da sempre a macinare chilometri sotto il sole a orari impossibili per molti, come i professionisti del ciclismo. Senza mollare mai un centimetro, soprattutto se la gara che si sta facendo è il Tour de France, il più importante e prestigioso Gran Tour del circuito UCI.
Daan Hoole cede in gruppo: l'olandese vomita in sella per il caldo e i ritmi asfissianti
Eppure la situazione sembra essere già sfuggita abbondantemente di mano ad ASO, l'organizzatore storico della Grande Boucle che non sta riuscendo a risolvere il problema più grave: il gran caldo. Al di là di scenette simpatiche per sdrammatizzare la situazione, con blocchi di ghiaccio sotto le magliette o docce gelate subito dopo l'arrivo, la situazione è più che seria. Durante la sesta tappa non sono infatti sfuggite le immagini passate in diretta della regia internazionale, quando, in pieno regime di spinta da parte della UAE Emirates in testa al gruppo, c'è chi non ha sopportato lo sforzo, come Daan Hoole che ha vomitato in sella quando mancavano ancora 80 chilometri al traguardo.
Colpa delle condizioni oltre il limite in cui si sta correndo questa edizione del Tour la più calda di sempre. L'allerta meteo ha fatto scattare da tempo i protocolli HTP richiesti dall'UCI che, però, faticano ad entrare realmente in azione scatenando non poche polemiche. Perché di fronte a temperature estreme, come le attuali, si dovrebbe operare anche alla neutralizzazione dai parte della tappa o, nei casi più delicati, dell'intera frazione o tutta la corsa: una scelta cui mai e poi mai si vuole arrivare.
Aso che "nasconde" le temperature e l'appello di Trentin: "Non è salutare"
Eppure il malcontento nel gruppo sta aumentando di giorno in giorno e anche alcuni "accorgimenti" utilizzati dall'organizzazione, non fornendo più in tempo reale le temperature lungo il percorso in modo ufficiale, hanno alzato il livello di tensione e polemica. Non più tardi di qualche giorno fa, Matteo Trentin, che corre il Tour con i colori della Tudor e legato da sempre alle associazioni per i corridori aveva lanciato un appello finito nel vuoto e oggi più che mai attuale: "Sulla questione del caldo dovremmo sederci a un tavolo e pensare con attenzione a come agire in futuro, perché correre in queste condizioni non è salutare" aveva detto dopo le prime tre tappe parlando a WielerFlits.
"Ha sempre fatto caldo al Tour ma queste ondate di calore sono diverse da quelle di qualche anno fa: di notte non fa più fresco. Il cambiamento climatico è già qui" ha aggiunto Trentin. "Non è un problema dell’anno prossimo, ma di ora. Forse partire a mezzogiorno sotto il sole non è una buona idea: se io fossi una persona normale, non uscirei a quest’ora"