video suggerito
video suggerito
Tour de France 2026

Merlier dedica la vittoria al suo mentore De Keyzer, deceduto poco prima dell’arrivo: “Spero l’abbia vista”

Tim Merlier si è imposto nello sprint di Bourdeaux e ha dedicato il successo a Bertrand De Keyzer, suo primo mentore: “Portava me e mio fratello alle corse, fino alla categoria juniores. Spero abbia visto tutto”. Purtroppo no: è deceduto una ventina di minuti prima del traguardo.
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Tim Merlier ha messo il cappello sulla settima tappa del Tour de France, con uno sprint che non ha lasciato via di fuga ai suoi avversari, prendendosi la sua prima vittoria di tappa in questa edizione, più che avara per i velocisti in cerca di gloria. Il due volte campione del Belgio (2019 e 2022) ed europeo (nel 2024) ha corso l'Hagetmau – Bordeaux con la morte nel cuore e alla fine non ha esitato a dedicare il successo a l suo mentore, Bertrand De Keyzer: "Non so come stia" ha detto Merlier subito dopo la vittoria, "non stava bene da giorni,  ma questa foto la dedico a lui, spero l'abbia vista". Purtroppo, l'84enne cui era legatissimo fin dall'infanzia era deceduto poco prima della fine della tappa.

Tim Merlier inizialmente non ha dato segni particolare di emozione, se non la felicità rabbiosa di aver conquistato finalmente il suo primo successo al Tour 2026 mettendo in fila tutti gli altri sprinter. Poi, però, passata l'adrenalina e la trance agonistica, il gigante belga si è commosso ritornando con il pensiero al dolore che ha portato con sé per tutti i 175 chilometri fino al traguardo in linea di Bourdeaux, dedicando la vittoria al suo ex autista e mentore.

Merlier non sa che l'amico e mentore De Keyzer è deceduto: "Spero abbia visto tutto"

"Questa foto è dedicata all'uomo che ha portato me e mio fratello alle gare da quando avevo dodici anni e che sta morendo. Questa foto è per lui. Spero che l'abbia vista", ha detto a Sporza, senza sapere che Bertrand De Keyzer, il primo mentore di Merlier, era invece deceduto proprio pochi minuti prima della conclusione della tappa, senza poter assistere all'ultimo trionfo del suo pupillo. "Non era chiaro come stesse" ha poi aggiunto in una intervista a Vive le Vélo: "Gli avevo parlato al telefono prima del Tour. In realtà stava ancora abbastanza bene, ma sapevamo che le cose sarebbero peggiorate rapidamente. Ho saputo che si era aggravato poco prima del via della tappa ma non era del tutto chiaro: avevo ricevuto un messaggio e ho iniziato a pensarci".

Chi era Bertrand De Keyzer , cui Tim Merlier ha dedicato la vittoria di tappa

Bertrand De Keyzer è una figura molto conosciuta nel ciclismo belga essendo stato il primo e storico accompagnatore e mentore di Tim Merlier fin dall'età di dodici anni: "Dalla mia seconda gara in poi, ha iniziato a portare me e mio fratello alle corse, fino alla categoria juniores. Andavamo alla partenza con una scorta della polizia e a quei tempi, ci facevamo sempre trainare dal furgoncino dei gelati per prenderne uno. Ne parlavamo ancora adesso e lui riusciva sempre a riderci su. Ma purtroppo, ora non c'è più".

Merlier e la vittoria nella "lavatrice": "Un caos infernale, venivo spinto da tutte le parti"

Un dolore nel cuore che non ha impedito a Merlier di ritornare il "Mago" degli sprint, dopo le due tappe vinte nell'edizione 2025, confermandosi tra i migliori del circuito: "È sempre una sensazione fantastica vincere. È solo il mio terzo Tour de France e ho già vinto una tappa in ogni edizione. Questo mi rende molto orgoglioso. Non so se ho calcolato i tempi alla perfezione perché non sapevo quanta distanza ci fosse dal traguardo quando ho lanciato lo sprint. È stato un vero caos in cui è stato molto difficile mettersi in posizione ma grazie alla squadra, ce l'abbiamo fatta".

La "lavatrice" come in gergo viene definita la conquista delle migliori posizioni negli ultimi metri prima di ogni sprint, ha rischiato di travolgere Merlier nel caos concitato per prendere posizioni e treni vincenti: "Ero riuscito a seguire Jasper Stuyven per un lungo tratto, ma alla fine ho perso la sua ruota" ricorda Merlier che ha perso così il suo "pesce pilota" degli attimi decisivi: "Venivo spinto da tutte le parti, un inferno. Fortunatamente, alla fine sono riuscito a guadagnare un po' di spazio, ma gli ultimi seicento metri sono stati di nuovo una vera battaglia. Poi ho pensato solo una cosa: devo continuare a lottare, fino al traguardo. Per vincere"

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views