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Tour de France 2026

Al Tour de France tornano le mascherine FFP2: prima Jonas Vingegaard, ora anche Paul Seixas

Nessun pericolo di epidemia ma semplici, anche se estreme, precauzioni. Così al Tour 2026 iniziano a comparire le mascherine protettive per evitare di contrarre eventuali infezioni, con le difese immunitarie che si abbassano per sforzo e stanchezza.
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Nessuno vuole correre rischi e si stanno prendendo misure particolari al Tour de France, dove oltre alla tensione per un Gran Tour pronto ad entrare nel vivo, cresce anche la fatica e la stanchezza col rischio dell'abbassamento delle difese immunitarie e conseguenze che potrebbero pregiudicare il proseguimento della gara da parte soprattutto dei suoi principali protagonisti. Così, oltre ad un Jonas Vingegaard sempre attentissimo alla tutela della propria salute, anche Paul Seixas ha deciso di compiere il "grande passo", presentandosi al foglio firma della settima tappa indossando una mascherina FFP2 che il grande pubblico ha purtroppo imparato a conoscere, e a convivere, nel corso della pandemia di covid-19 tra il 2020 e il 2021.

Paul Seixas con la mascherina FFP2: "Nessun problema" solo precauzione

Con tutti i riflettori puntati addosso e la stampa francese che non si perde un solo attimo del Tour de France del ragazzo più giovane di sempre, non poteva fare scalpore e salire alle prime pagine vedere Paul Seixas scendere dal pullman ufficiale della Decahtlon CMA CGM indossando una enorme mascherina protettiva al volto. Subito il pensiero è corso ad un eventuale problema fisico per il diciannovenne francese, con l'immediata apprensione da parte dei media e degli appassionati. Ansia subito svanita per la spiegazione immediata e chiara dello stesso Seixas e del suo entourage: "Non ci sono problemi con Paul", ha confermato Julien Jurdie, direttore sportivo di Decathlon CMA CGM. "Si è ripreso bene durante la notte".

Dunque, come mai l'utilizzo di un sistema protettivo così invasivo? Si tratta semplicemente di una precauzione per il diciannovenne, sesto in classifica generale, che ogni giorno entra a contatto con un gran numero di persone, tra cui i media e il pubblico, prima di ritirarsi sul pullman della squadra. E tutto ciò accade soprattutto la sera quando ci sono più spettatori che lo attendono per i classici autografi o immancabili selfie. Così, lo staff della squadra francese ha preferito non correre rischi con il suo leader.

Anche Vingegaard con la mascherina: "Sono già stato male negli ultimi due Tour"

Dopotutto Paul Seixas non è stato il primo corridore a indossare una mascherina FFP2 in questo Tour de France. Prima della seconda tappa a Tarragona, era apparso Jonas Vingegaard con la protezione spiegandone il motivo: "Ho sentito che c'erano già dei corridori malati nel gruppo. Dato che sono stato male durante i miei ultimi due Tour, voglio cercare di rimanere in salute", aveva spiegato il danese, al momento secondo in classifica generale.

"È più che altro una precauzione, ma non ho niente di particolare. E poi, ci sono tante persone, tanti spettatori, tanti giornalisti… Voglio essere più prudente che nei miei precedenti Grandi Giri". Precauzione più che legittima: Vingegaard è al momento in seconda posizione in classifica generale, malgrado paghi quasi 3 minuti da Pogacar ma è l'unico che sembra poter provare ad impensierire il Cannibiale sloveno.

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