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Incredibile all’AlUla Tour: il cambio volante di bici in piena gara è semplicemente spettacolare

Pazzesca manovra di tecnica e abilità di Tim Merlier e Bert Van Lerberghe con un cambio bici a tutta velocità. E’ accaduto nella parte finale della 1a tappa dell’alUla Tour, quando De Marchi ha toccato la bici del belga creando un problema meccanico irrisolvibile. Così, l’idea geniale trasformatasi un momento altamente spettacolare.
A cura di Alessio Pediglieri
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In Arabia si sta correndo una delle principali corse a tappe di inizio stagione, l'AlUla Tour e già nel corso della prima tappa, disputata il 30 gennaio, è avvenuto qualcosa di incredibile a sei chilometri dal traguardo quando si è assistito ad un cambio volante di bici tra due compagni di squadra, la Soudal Quick-Step, e che ha permesso a Tim Merlier di giocarsi la vittoria allo sprint.

Alla fine, il 31enne campione belga ha solo sfiorato il sogno più grande, quello di vincere la prima tappa e prendersi anche il primo posto in classifica generale dell'AlUla Tour che si concluderà il prossimo 3 febbraio. E' arrivato terzo al traguardo cedendo allo sprint finale dietro a Casper van Uden – che si è preso la prima vittoria da professionista – e Dylan Greonewegen. Ma ciò che ha permesso di farlo entrare di diritto nella storia di questa corsa è quanto accaduto a circa sei chilometri dal traguardo, quando gli si è ritta la bicicletta.

A raccontarlo è stato lo stesso Merlier a fine corsa, dopo aver visto dalle immagini TV il momento in cui ha improvvisamente abbandonato la sua bici per prendere al volo quella del suo compagno, Van Lerberghe con un sincronismo e una precisione pazzesche: "A sei chilometri dal traguardo" ha spiegato poi il belga "Alessandro De Marchi ha colpito accidentalmente la ruota anteriore della mia bicicletta con il pedale. Tutto ciò ha creato un problema e così Bert Van Lerberghe ha quindi deciso di fare un rapido cambio dopo l’inversione a U a cinque chilometri dal traguardo".

Un'azione mentre la gara entrava nel vivo, in pieno gruppo e su un tratto di strada tutt'altro che agevole ma che si è trasformata in un esempio perfetto di tempismo e tecnica: "È stato ben fatto da Bert. E' subito saltato giù dalla sua bici e io sulla sua" ha spiegato Merlier che ha dato fondo anche al suo passato di ciclocross che lo ha aiutato nella manovra. "Sono tornato subito in posizione, ma con il manubrio più largo e una bici diversa ho dovuto cercare un po' di adattarmi" ha poi concluso il belga,  "sono arrivato al traguardo abbastanza al limite e quel mezzo secondo in cui ho allentato la tensione mi è costato la vittoria". 

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