La faccia di Zlatan Ibrahimovic dopo la sconfitta nel derby era tutto un programma. Aveva fatto gol e un altro lo aveva negato il palo, servito un assist e lasciato il segno in calce alla sfida con l'Inter, aveva assaporato la gioia di esultare sotto la Curva rossonera a braccia aperte, portato in trionfo dai compagni di squadra. Era tutto così bello per essere vero, la rimonta dei nerazzurri è stato un brusco risveglio e l'ha messo di pessimo umore. Comprensibile.

Cosa è successo tra primo e secondo tempo? Com'è spiegabile che nella ripresa la scena sia cambiata a tal punto che il "diavolo" è sparito dal campo? Lo svedese spiega le ragioni del crollo nelle interviste del dopo gara.

Nel primo tempo abbiamo seguito tatticamente le indicazioni che avevamo preparato per la partita – ha ammesso Ibra – poi abbiamo subito gol da Brozovic ed è caduto tutto. Prima facevamo pressing alto poi abbiamo smesso sia di pressare sia di far girare il pallone. Adesso dimentichiamo quel che è successo nel secondo tempo… è meglio giocare male ma vincere.

L'Inter può davvero scucire lo scudetto dalla maglia della Juventus? La vittoria nel derby e il modo in cui è avvenuta la rilanciano con prepotenza in vetta alla classifica (accanto ai bianconeri) e con un punto di vantaggio sulla Lazio che affronterà nel big match in programma domenica prossima. Dopo aver superato l'esame coi rossoneri l'attende la gara che può dare la svolta decisiva alla stagione. Che impressione ha avuto Ibra della squadra di Conte?

Almeno nel primo tempo i nerazzurri non mi sono sembrati da secondo posto, nella ripresa invece lo hanno dimostrato. Ma non credo siano una squadra da scudetto.

L'esultanza sotto la Nord è stato uno dei momenti più belli del derby per lo svedese: aziona la sequenza videoclip e quel broncio un po' si attenua. Peccato per come è andata, Ibra racconta così quella sensazione speciale.

Tutto frutto della emozione e dell'istinto ma era un bel momento per me.