Xhaka confessa: “Acquistai un certificato di vaccinazione durante il Covid”. Rischia la squalifica
Granit Xhaka ha ammesso pubblicamente di aver acquistato un certificato di vaccinazione anti-Covid durante gli anni della pandemia. È una rivelazione clamorosa quella del capitano della Svizzera, arrivata proprio il giorno in cui comincia la lunga sosta per le nazionali durante la quale in Europa andrà in scena la nuova Nations League. La confessione è arrivata dopo giorni di rumore sull'indagine aperta dalla Procura di Lucerna che sta indagando sul caso. Il centrocampista del Sunderland si è assunto piena responsabilità e ha rinunciato alla convocazione in attesa dell'interrogatorio che si svolgerà all'inizio del mese di ottobre.
La confessione clamorosa di Xhaka
È arrivata dai social l'ammissione che ha sconvolto tutti i suoi tifosi, increduli davanti a questa situazione. Xhaka ha spiegato di aver attraversato un periodo buio durante il Covid, con una fase di sfiducia verso il vaccino: "In questo stato emotivo agitato ho acquistato un certificato di vaccinazione, invece di chiarire i miei dubbi attraverso i canali previsti". Ha ammesso di aver ottenuto un certificato falsificato, riconoscendo il grave errore che ha commesso. Per questo ha deciso di non rispondere alla convocazione con la Svizzera, che si ritrova oggi in ritiro per preparare le prossime quattro partite, e di voler collaborare con le autorità che stanno indagando sul caso.
La questione del centrocampista richiama molto da vicino ciò che è accaduto a Patrick Fischer, CT della Nazionale svizzera di hockey: anche lui aveva confessato di essersi procurato su Telegram un certificato Covid falso per poter partecipare alle Olimpiadi 2022 e dopo l'accusa della Procura di Lucerna era stato condannato a pagare una multa da oltre 40mila euro. Tre anni dopo è arrivata anche una squalifica di quattro anni, fino al 2030, da parte della sua federazione.
Cosa rischia lo svizzero
Fra poche settimane ci sarà il primo interrogatorio con i magistrati che si stanno occupando del suo caso e i tifosi vogliono capire cosa rischia Xhaka nel concreto dopo la sua ammissione. Il centrocampista è al centro di un provvedimento per falsificazione di documenti e ottenimento fraudolento di attestazioni false, potrebbe incorrere in una pena pecuniaria. Esiste anche la possibilità di una sanzione detentiva prevista dalla normativa svizzera per determinate fattispecie di falsificazione, fino a cinque anni, ma dipenderà dall'esito del provvedimento e al momento non è un'ipotesi concreta. Sul piano penale lo svizzero ne risponderà come privato cittadino, probabilmente con una multa, mentre su quello sportivo non è ancora possibile prevedere le conseguenze: Fischer è stato squalificato per quattro anni a causa dello scandalo del falso certificato che gli è servito per partecipare a Olimpiadi e Mondiali.
Bisognerà capire se il caso presenta similitudini e se Xhaka si sia servito del suo certificato per viaggiare e giocare delle partite alle quali non avrebbe potuto prendere parte senza quel documento. Il precedente in Svizzera è ben chiaro e ora si attende l'interrogatorio per capire se anche il centrocampista 33enne andrà incontro a una sospensione che potrebbe mettere fine alla sua carriera. Le due sanzioni potrebbero arrivare a distanza di tempo perché, contando sempre il caso Fischer, la multa è stata comminata nel 2023 mentre la squalifica soltanto qualche settimana fa, a tre anni di distanza.