Viviano boccia l’Inter di Chivu: “Vuole fare il Barcellona ma è una via di mezzo, non va da nessuna parte”

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Emiliano Viviano ha evidenziato tutti “i limiti e i difetti” della nuova idea di gioco di Chivu, per un’Inter che anche contro il Brugge è finita ancora KO, subendo troppo: “Capisco dove vuole arrivare, non capisco come voglia arrivarci”

L'Inter è uscita con le ossa rotte dal secondo turno di Champions League dove ha rimediato la seconda sconfitta europea, rimanendo al palo degli zero punti nella Fase a girone unico. Compromettendo sin da subito il proprio cammino verso l'approdo almeno ai playoff per gli ottavi di finale, un traguardo che Cristian Chivu aveva identificato tra i 15 e i 16 punti finali. A questo punto, una vera e propria mission impossible, aggravata da quanto visto a San siro contro il Brugge, "una squadra lunga, larga. Che non va da nessuna parte", come ha sentenziato amaramente Emiliano Viviano, bocciando su tutto il fronte la nuova idea di gioco del tecnico nerazzurro.

Inter horror in Europa: 4 KO consecutivi

Già solamente a soffermarsi sui dati e sulle statistiche si comprende benissimo che il l'allarme è rosso acceso e il livello di guardia è già ai massimi livelli: tra la fine della scorsa edizione e l'inizio dell'attuale Champions League, l'Inter ha rimediato ben 7 sconfitte in 8 uscite, con un filotto negativo di 4 KO consecutivi, evento mai accaduto nella storia internazionale del club. Se si aggiunge anche il dato dei gol subiti nelle ultime gare, tra Europa e Campionato, il quadro è ancora più desolante, con 13 gol subiti in 8 match con solamente due volte la porta inviolata. Statistiche che si scontrano con quanto solo qualche mese fa i nerazzurri avevano mostrato, andandosi a prendere il Double tricolore tra Scudetto e Coppa Italia, mostrando come fiore all'occhiello uno dei reparti arretrati più consolidati.

Viviano boccia Chivu: tutti i "limiti e difetti" della sua nuova Inter

Invece, oggi, sotto accusa c'è soprattutto la fase difensiva interista, crollata miseramente malgrado i suoi interpreti siano gli stessi delle passate stagioni. Un problema che Emiliano Viviano ha individuato perfettamente nella nuova proposta di gioco varata da Chivu sin da quest'estate, per un'Inte che ha alzato il proprio baricentro di gioco pagando oltremodo l'uno contro uno difensivo, costantemente perso con gli avversari di turno. "Capisco dove vuole arrivare" ha spiegato l'ex portiere a "Elastici" su Cronache di Spogliatoio. "Okay… ma non capisco come lo vuole fare, perché dopo un tot di partite in cui questi limiti rimangono, dovresti riuscire a sopperirli".

Il discorso parte dalla serata pessima contro il Brugge di un Tresoldi salito in cattedra a San Siro, ma si sviluppa anche analizzando le altre gare, tra cui la trasferta di Madrid, persa con il Real e le difficoltà di gestire i risultati anche in campionato dove, una forma di "timore reverenziale nei confronti dei campioni d'Italia", sottolinea Viviano, pur c'è. "Chivu ci sta provando già dall'anno scorso con questa difesa altissima, un uno contro uno a tutto campo". Apprezzabile, dice ancora Viviano perché è l'unica idea di gioco attraverso cui provare a far qualcosa di buono in campo internazionale sopperendo agli evidenti divari tecnici con gli avversari più forti,  ma nella quale "ci sono evidenti limiti e difetti".

"Quest'Inter resta una via di mezzo, non va da nessuna parte"

Fino al giudizio complessivo finale, pesantemente insufficiente: "La sua Inter vuole imitare il gioco del Barcellona, ma se devi fare transizione allora falla come loro, falla bene" tuona Viviano. "Se vuoi prenderti quel rischio non puoi restare una via di mezzo. Contro il Brugge in alcuni momenti tra difesa e centrocampo c'erano 30 metri di vuoto. Così non vai da nessuna parte"

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