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Verona ha ceduto 7 titolari nel mercato invernale, e non è finita qui: il motivo e quanto ha guadagnato

Il Verona è la squadra regina del mercato invernale 2024 per le cessioni: una vera e propria smobilitazione per il club scaligero. Il motivo di tutte queste uscite, sono andati via almeno 7 titolati, e quanto ha guadagnato la società gialloblù finora.
A cura di Vito Lamorte
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Il Verona è la squadra regina del mercato invernale 2024 per le cessioni. Il club scaligero in 26 giorni di sessione ha quasi rivoluzionato in toto la rosa di Marco Baroni, che ha perso almeno 7 calciatori che fino a poche ore prima dell'addio erano titolari inamovibili della squadra.

Sono andati via, in ordine: Hien all'Atalanta, Terracciano al Milan, Kallon al Bari, Faraoni alla Fiorentina, Hongla al Granada, Doig al Sassuolo, Braaf al Fortuna Sittard, Ngonge al Napoli, Djuric al Monza e Gunter al Karagumruk, oltre al giovane 2005 Siren Diao all'Atalanta che ha seguito Hien.

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Il Verona, fino ad oggi, ha incassato circa 45 milioni di euro dalle cessioni ma non è finita qui: perché qualcosa potrebbe entrare con i riscatti di Faraoni e Djuric a fine stagione e potrebbero esserci ancora uscite: Lazovic piace molto al Lecce e al Como, che vuole la promozione in Serie A;  Amione ha estimatori in Messico ed è un obiettivo dell'Udinese se dovesse partire Nehuen Perez; Henry è un profilo che piace ad alcuni club di A che di B (Palermo su tutte) e Dawidowicz è in orbita Atalanta, se dovesse uscire Palomino.

Ad oggi, la cifra incassata dagli scaligeri è il secondo incasso nella storia della Serie A nella sessione di gennaio: solo la Fiorentina guadagnò di più con gli 86 milioni arrivati nelle casse grazie al passaggio di Dusan Vlahovic alla Juventus.

In entrata, invece, sono stati spesi 6 milioni per portare allo stadio Bentegodi gli attaccanti Noslin e Tavsan, i centrocampisti Dani Silva e Belahyane e il difensore Vinagre. 

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Perché il Verona sta vendendo i calciatori più importanti? Perché serve fare cassa quanto prima. Il club veneto ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2023 con un rosso pari a 11,7 milioni di euro, un risultato in peggioramento di circa 6,6 milioni di euro rispetto all’esercizio 2021/22, che si era chiuso in perdita per 5,1 milioni di euro. I costi sono saliti, dagli 88,6 dell'esercizio precedente, fino a 106,9 milioni, e a peggiorare ulteriormente il quadro è la situazione debitoria, salita a 148,1 milioni, con un indebitamento finanziario netto pari a -65,5 milioni, dato molto superiore ai -31,4 del giugno 2022. Numeri allarmanti, che costringono la società a correre ai ripari in vista del 30 giugno 2024.

Marco Baroni a fine mercato si troverà con una squadra completamente nuova. Che squadra può essere quella del Verona da febbraio a fine campionato? Come andrà in campo? Un'ipotesi può essere quella del 4-2-3-1 con Montipo' tra i pali Tchatchoua, Dawidowicz, Magnani e Vinagre in difesa; Folorunsho e Dani Silva in mediana con Noslin, Suslov e Mboula a supporto di Tavsan.

Una squadra rivoltata come un calzino, come se fosse la sessione estiva, ma senza lo stesso tempo di assemblare tutto e con una classifica molto complicata (prima della gara numero 22 l'Hellas è 18°, quindi sarebbe retrocesso). Situazione davvero complessa, sotto tanti punto di vista.

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