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12 Novembre 2021
15:55

Ventura si ritira nel giorno di Italia-Svizzera: “Auguri a Mancini, spero vada ai Mondiali”

L’ex ct, Gian Piero Ventura, che mancò la qualificazione ai Mondiali di Russia 2018, annuncia il ritiro nel giorno di una partita decisiva per Mancini e gli Azzurri.
A cura di Maurizio De Santis
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Per molti, suo malgrado, resterà Gian Piero (s)Ventura. Un nomignolo impietoso che gli è stato affibbiato dai tifosi più inviperiti come dalla critica più severa per aver legato la sua esperienza da commissario tecnico a uno dei fallimenti più clamorosi nella storia della Nazionale. Oggi, a 73 anni, ha annunciato il ritiro ufficiale: non allenerà più, è il momento di dire basta. E lo fa in un giorno particolare, con una cadenza temporale speciale: coincide con il giorno di ItaliaSvizzera, la partita nella quale gli Azzurri si giocano tutto – o quasi tutto, conti alla mano – per conquistare la qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022. "Faccio un grande in bocca al lupo a Mancini affinché possa andare ai Mondiali e vincerli", le parole dell'ex ct a tuttomercatoweb.com.

La mancata partecipazione alla Coppa del Mondo di Russia 2018 è la macchia sulla carriera che nessuno gli potrà perdonare. Sui titoli di coda di quella serata terribile dal punto di vista sportivo ed emotivo restarono: la faccia arrabbiata di Daniele De Rossi B (nella foto in basso), che imprecava contro il ct per avergli chiesto di scaldarsi quando in campo sarebbe stato opportuno mandare "uno che fa gol, perché dobbiamo segnare", e quella stralunata di Lorenzo Insigne, escluso incredibilmente in un match in cui una sua giocata avrebbe cambiato le sorti di partita e qualificazione.

Fu una disfatta datata 13 novembre 2017: esattamente quattro anni fa, gli Azzurri mettevano lo 0-0 con la Svezia accanto ai risultati da dimenticare, a quelli che restano scolpiti dentro per la delusione alla pari dell'umiliazione per essere stati eliminati dalla Corea oppure della rabbia profonda per l'arbitraggio di Byron Moreno. "Ho deciso di fermarmi. Non voglio più affrontare discorsi di campo. Gli anni passano, voglio godermi la vita".

Il solco è tracciato, alle spalle c'è tutto un mondo con il quale Ventura ha deciso di chiudere. Non ha più l'età – intesa come stimoli e fuoco sacro interiore – per andare oltre e inseguire una passione, oltre che un lavoro, che per quasi quarant'anni lo ha visto in campo, a fendere l'aria con le braccia per dare indicazioni, a urlare rimbrotti e suggerimenti, a dimenarsi in panchina come sul terreno di gioco. Basta. E al diavolo che se tutto questo accade con poca gloria dopo quel flop in Azzurro che non menziona direttamente e si limita a includerlo in "qualche momento negativo". L'addio è compiuto: "Dopo trentasette anni di calcio con tante soddisfazioni e qualche momento negativo penso sia un mio diritto riprendere la mia vita". Cagliari, Sampdoria, Udinese, Napoli, Messina, Verona, Pisa, Torino, Chievo e Salernitana le squadre che ha diretto Ventura. Poi c'è quel buco nero alla guida dell'Italia.

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