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Triestina, ombre sui conti: indagine da 55 milioni tra società estere, riciclaggio e criptovalute

L’inchiesta riguarda presunti illeciti societari e fiscali legati ai finanziamenti affluiti alla Triestina tra il 2022 e il 2025. Gli investigatori analizzano il ruolo di società statunitensi e della nuova proprietà collegata alla criptovaluta Dogecoin.
A cura di Vito Lamorte
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La Triestina sta vivendo un momento difficilissimo dentro e fuori dal campo di gioco. La squadra alabardata è ultima nel girone A di Serie C e nelle scorse ore la Guardia di Finanza di Trieste, su disposizione della Procura della Repubblica, ha avviato una perquisizione nella storica sede del club: l’inchiesta riguarda diversi ex amministratori che si sono succeduti nel consiglio di amministrazione del club, tra cui anche soggetti di nazionalità statunitense e canadese. Al centro delle verifiche ci sono ingenti flussi di denaro, pari a decine di milioni di euro, transitati negli anni sui conti della società, per i quali l’ipotesi di reato è quella di riciclaggio.

Le indagini prendono le mosse anche da operazioni risalenti al 2023, quando una società con sede a Roma avrebbe immesso liquidità nella Triestina utilizzando fondi provenienti da finanziamenti concessi da Banca Progetto, istituto successivamente commissariato dalla Banca d’Italia. Su questa vicenda stanno lavorando da tempo anche le Procure di Milano e Roma: proprio quest’ultima, nel dicembre scorso, aveva disposto perquisizioni nei confronti degli amministratori dell’epoca del club giuliano, indagati per indebita percezione di erogazioni pubbliche.

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Negli anni successivi, la Triestina avrebbe ricevuto ulteriori apporti finanziari dall’estero per oltre 40 milioni di euro. Secondo quanto trapela, la Procura di Trieste intende ora chiarire l’origine di queste risorse, riconducibili a una società statunitense con sede nel Delaware.

Gli inquirenti evidenziano come tali flussi risultino difficilmente compatibili con la situazione economica del club, che nell’ultimo bilancio chiuso al 30 giugno 2025 ha registrato una perdita di 19 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 40 milioni di passivi relativi agli esercizi precedenti, temporaneamente sospesi grazie ai provvedimenti emergenziali adottati durante la pandemia.

Triestina nel caos: perquisizioni in sede e indagine su milioni sospetti tra estero, cripto e riciclaggio

A destare ulteriore preoccupazione è la grave crisi di liquidità della società alabardata, che ha portato il Tribunale Federale della FIGC a infliggere 26 punti di penalizzazione e sanzioni pecuniarie per il mancato pagamento degli stipendi ai tesserati e per l’utilizzo di fideiussioni risultate irregolari.

Negli ultimi giorni sarebbero emerse anche inadempienze nei confronti del Comune di Trieste, legate al mancato versamento di circa 500 mila euro tra canoni e servizi di manutenzione dello stadio Nereo Rocco, oltre ai ritardi nelle retribuzioni del personale dipendente, che starebbe valutando iniziative sindacali e azioni legali. L’inchiesta ipotizza reati di natura tributaria, con l’uso di fatture per operazioni inesistenti, attraverso le quali parte delle somme affluite nei conti della Triestina sarebbe stata successivamente trasferita a soggetti terzi.

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Le verifiche coinvolgono infine anche l’attuale assetto proprietario del club: secondo i documenti camerali, l’intero capitale sociale risulta oggi detenuto da una società statunitense con sede nel Delaware, dai profili ritenuti poco trasparenti. L’ennesimo cambio di proprietà risale al settembre 2025, con l’ingresso di un nuovo azionista di riferimento collegato all’ambiente della criptovaluta Dogecoin, attualmente sponsor della squadra. Anche i finanziamenti superiori ai 40 milioni di euro arrivati dopo il 2023 da questo soggetto sono ora al vaglio della Procura di Trieste.

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