Totti racconta l’ultimo incontro con Mihajlovic: “Da allora chiedo sempre il risultato del Torino”

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Tra Francesco Totti e Sinisa Mihajlovic c’è stata un’amicizia vera, con episodi che l’hanno cementata negli anni. L’ex capitano della Roma ha raccontato nella sua autobiografia il loro ultimo incontro prima della morte del serbo.

Quello tra Francesco Totti e Sinisa Mihajlovic è stato un rapporto molto forte, con una rottura altrettanto forte, come accade quando i sentimenti in ballo sono potenti, ricomposta poi fino a diventare amicizia pura e infine grande dolore al momento della morte del serbo quattro anni fa. Mihajlovic e Totti incrociarono le loro strade per la prima volta nel 1992, quando il 23enne Sinisa approdò alla Roma dalla Stella Rossa e vi trovò il 16enne Francesco, che divenne il suo ‘autista' di fiducia.

Com'è nata l'amicizia tra Totti e Mihajlovic: "Avevo 16 anni, lo portavo ovunque in motorino"

Il ricordo di quei tempi, fatto da Totti nella sua autobiografia ‘Oltre', evoca momenti di spensierata giovinezza: "La sua patente di guida non era valida in Italia. Sono diventato il suo autista, io di anni ne avevo 16, lo andavo a prendere all'Eur in motorino, col mitico Booster 50, e lo portavo ovunque. Alle feste, dagli amici, in qualche localetto. Era giovane, single, arrivava dall'ex Jugoslavia, stava conoscendo un altro mondo, tutto nuovo. Io ricurvo alla guida, lui dietro tutto accartocciato, parevamo due scappati di casa. Lo scaricavo dove voleva, poi tornavo a prenderlo dopo qualche ora. Ero minorenne, c'avevo il coprifuoco, mica potevo stare in giro tutto il tempo che mi pareva, poi chi l'avrebbe sentita Fiorella. ‘A Sinì, te sei divertito?', ‘Ogni giorno qui è una scoperta'. E rideva. E allora ridevo anch'io, che quando si è contenti insieme si fa proprio così. Un casinaro. Un casinaro buono, Sinisa".

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Francesco Totti il 19 dicembre 2022 ai funerali di Sinisa Mihajlovic a Roma

Che tra i due dovesse nascere qualcosa di speciale si poteva intuire per quello che accadde qualche mese dopo l'arrivo di Mihajlovic in giallorosso: il 28 marzo 1993, in Brescia-Roma 0-2, fu lui a convincere l'allora allenatore e connazionale Vujadin Boskov a convocare il giovanissimo Totti e a farlo entrare negli ultimi minuti. L'esordio in Serie A a 16 anni del futuro capitano della Lupa è legato indissolubilmente a Sinisa, che ha sempre rivendicato il ruolo avuto nella vicenda. "Questo ragazzo è incredibile, non ho mai visto uno così forte a questa età", avrebbe poi detto.

Successivamente, Mihajlovic si trasferì alla Sampdoria e poi alla Lazio, diventando uno dei pilastri biancocelesti, qualcosa di non usuale né facile per chi ha giocato nella Roma. Nonostante i numerosi derby capitolini giocati su fronti opposti e con grande agonismo, il rispetto e l'affetto personale non vennero mai meno, mantenendo il loro rapporto intatto fuori dal terreno di gioco.

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Un duro scontro tra Mihajlovic e Totti in un pirotecnico derby Lazio–Roma del novembre 1998

La rottura per un'incomprensione: "Non ha rispettato la parola, per me non esiste più". Poi il chiarimento

La rottura momentanea e fragorosa ci fu nel 2007, in occasione della partita d'addio di Sinisa: Totti aveva promesso di esserci, ma lo stesso giorno c'era una partita di beneficenza organizzata dal suo sponsor Diadora. Per evitare problemi contrattuali non andò né all'una né all'altra.

Il serbo, tuttavia, si sentì tradito. Al punto che l'anno dopo, da allenatore del Bologna, prima di una partita di Coppa Italia contro la Roma, pronunciò parole durissime verso Francesco: "Ero in buoni rapporti con lui fino a un anno fa, ma non si è comportato bene quando feci la partita d'addio, perché mi  disse che sarebbe venuto e invece non lo fece. Quando la partita  si stava avvicinando lo chiamai per avere la conferma e non rispose mai al cellulare, poi seppi che si era impegnato per giocare un'altra partita. Non ha rispettato la parola e per me  non esiste più: gli ho tolto il saluto".

Totti replicò spiegando che si era trattato di problemi contrattuali insormontabili e non di mancanza di rispetto. Con il passare del tempo i due si chiarirono privatamente, comprendendo che si era trattato di un grande equivoco alimentato dalla delusione del momento. Il fatto che il rapporto fosse tornato molto stretto, ancor più di prima, lo testimonia quello che accadde nel 2017, poco dopo il ritiro di Francesco e l'addio traumatico alla Roma.

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Il saluto caloroso tra Totti e Mihajlovic nel febbraio del 2017 in occasione di Roma–Torino all'Olimpico: Francesco giocava pochissimo

L'offerta di Sinisa poco dopo il ritiro di Totti: "Vieni al Torino", "E che famo? Er circo?"

In quel momento Mihajlovic allenava il Torino e provò a convincerlo a rimettersi subito gli scarpini: "‘Francesco, vieni a darmi una mano al Torino?', ‘A Sinì…', ‘Ma cosa te ne frega, giochi ancora un anno, ti metto davanti alla difesa'. Ci aveva provato anche Sinisa, il mio amico Sinisa Mihajlovic, che se lo sono portato via troppo presto, troppo in fretta – scrive Totti nel libro – ‘Ma poi la gente cosa dirà?', ecco la mia prima reazione. ‘Alla gente ci penso io. Vieni, ti diverti tu, mi diverto io e si divertono i tifosi', ‘E che famo? Er circo?'. Me la ricordo bene quella sua prima telefonata. Il caldo era torrido, me stavo a squaglià. Guidavo per le strade di Roma, mi ero appena ritirato dal calcio, da poche settimane. ‘Francè, ma cos'hai da fare?', ‘Un cazzo, Sinì', ‘Appunto…'. Nella sua testa avrei dovuto giocare con la maglia granata la stagione 2017/18. ‘Qui è tutto magico, Francesco. C'è la storia. C'è la passione. C'è la gente. C'è Superga, che ogni volta che la guardo da Torino mi commuovo e mi viene da piangere. Pensa quanto hanno sofferto i tifosi, bisogna restituire loro qualcosa, ridargli indietro dei sorrisi. Basta una scintilla, una sola, e diventa un incendio. Un bell'incendio', ‘Ti servono i pompieri, nun te servo io', ‘Pensaci…'".

Totti ci pensò, ma poi prevalse, come sempre in tutta la sua vita, l'amore per la Roma: "Ho messo in moto il neurone. Tanto e intensamente. Non stiamo parlando di una proposta fatta a un ex, anzi, a una Legend di 48 anni, come sarebbe poi accaduto nei discorsi diretti o indiretti con Genoa e Como. Stiamo parlando di un corteggiamento concreto a un calciatore che lorsignori avevano appena fatto smettere di giocare, quindi ancora in grado di dire la sua. Il fatto è che il ragionamento è sempre stato lo stesso. Prima. Dopo. A prescindere. ‘Grazie, Sinì, ma c'è solo la Roma', ‘Ti hanno mandato via…', ‘La Roma è più grande delle persone'. Non era una questione di soldi: in quel caso sarei partito per Dubai, da dove mi offrivano vagonate di soldi. Era la solita, enorme, infinita, inattaccabile storia d'amore, di cuore e di fede. ‘Scusa, Sinì'".

Nel luglio del 2019, quando Mihajlovic rese pubblica la terribile diagnosi di leucemia mieloide acuta che lo avrebbe portato alla morte il 16 dicembre 2022, Totti pubblicò sui social un bellissimo messaggio: "Lotterò ed esulterò con te, perché sarà una vittoria. Forza Sinisa".

L'ultimo incontro tra Totti e Mihajlovic prima della morte del serbo: cosa si dissero

Nel libro Francesco racconta il loro ultimo incontro: "Sinisa era forse cattivo sul campo, eppure dolce come un peluche fuori. A mia mamma piaceva tantissimo: ‘Frà, damme retta, è un buono'. Pieno di entusiasmo, di energia, ed è per quello che non sono mai andato a trovarlo all'ospedale, a parte che non si poteva, e poi lui non si sarebbe mai fatto vedere più debole del solito. Mi informavo sulle sue condizioni di salute, tramite conoscenze in comune. L'ultima volta, l'ho visto a Roma, alle sei di una sera che pareva qualunque, e invece non lo era. La nostra ultima sera insieme. Passavo in motorino vicino a Ponte Milvio, zona de laziali, era seduto al tavolino di un bar, da solo. Ho strombazzato, fingendo di andargli addosso, ma poi ho pensato che si sarebbe rotto il motorino, mica lui. ‘Sinì, sei un cinghiale', ‘Ma vaffanculo, Francesco. A proposito: hai deciso di andare al Torino?'. Non aveva perso la voglia di scherzare, nonostante tutto".

"Non ho tolto il casco, altrimenti mi avrebbero riconosciuto e non avrei avuto tempo di stare a chiacchierare – continua il racconto di Totti – Si è alzato, avvicinandosi lui a me. ‘Come stai, Sinisa?'. Ha subito deviato dall'argomento, gli dava fastidio. Abbiamo parlato di figli, di famiglie, di calcio. Non stava bene, non l'avrebbe mai ammesso. ‘Francesco, tu lo sai, vero, quante soddisfazioni ci saremmo tolti, se ti avessi allenato io?', ‘Ancora? Non ti è passata, eh…', ‘Pensa al boato dei tifosi del Torino alla lettura delle formazioni'. È l'ultima cosa che mi ha detto, e io, da allora, dopo quello della Roma, chiedo sempre il risultato del Torino. Perché mi ricorda una persona enorme, che non c'è più. Ne parlano tutti con un affetto che avrebbe meritato anche prima di ammalarsi, non solo dopo".

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