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Caso scommesse nel calcio

Tonali in fabbrica ha capito: “Un operaio suda lo stipendio, io ho rischiato tutto per le scommesse”

Il calciatore del Newcastle ha parlato agli studenti del Liceo Salvemini di Bari e raccontato la propria esperienza nel mondo delle scommesse: “Io mi sono nascosto e ho sbagliato. Non puoi fermarti da solo, sono gli altri a farlo. E puoi anche compromettere amicizie, rapporti e lavoro. Tutto”.
A cura di Maurizio De Santis
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La rieducazione di Sandro Tonali passa anche per la fabbrica. Pure questo fa parte del programma di riabilitazione al quale il centrocampista del Newcastle deve sottoporsi scontando così quelle pene alternative alla squalifica sportiva. Di recente è stato a stretto contatto con gli operai di un'azienda di servizi e ha visto, toccato con mano, capito cosa vuol dire spezzarsi le reni per almeno una decina di ore al giorno e sudare lo stipendio a fine mese.

Ha solo immaginato (ma deve essergli bastato) cosa significa perdere il lavoro in cantiere e ritrovarsi da un giorno all'altro con addosso tutto il peso della vita, di una famiglia da mandare avanti. "Ho capito tante cose preziose. Una su tutte: se un operaio perdesse il posto di lavoro, ne pagherebbe le conseguenze tutta la sua famiglia. Anche per questo mi ritengo fortunato. Ho sbagliato, ma non ho perso nulla".

E, forse, avrà anche compreso qual è il valore dei soldi e quanto sia stato sciocco da buttarli via nonostante la fortuna di averne tanti tra le mani. I suoi (denari), le sue (mani) sono finiti in quelle sbagliate: ha rischiato di compromettere la carriera per il vizio delle bollette, salterà gli Europei in Germania e fino al 28 agosto resterà sospeso in un limbo tra campi d'allenamento e tribuna.

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Nell'incontro al Liceo Scientifico "Salvemini" di Bari l'ex calciatore del Milan ha parlato ai ragazzi e lo ha fatto nell'unica maniera possibile, saggia: raccontando quanto è stato dissennato, come si sentiva allora e oggi, cosa ha provato quando il suo mondo gli è franato sulle spalle, qual è quella strana (e pericolosa) sensazione di sentirsi forti abbastanza per rischiare l'alea al gioco d'azzardo perché si hanno tanti soldi in tasca. Se perdo, mi rifaccio la prossima volta: quante volte deve averlo pensato.

"Magari tra voi c'è qualcuno che scommette e non lo dice – le parole di Tonali rivolte alla platea di studenti -, perché spesso ci si chiude in se stessi. Quando giochi e hai uno stipendio alto, avere a che fare con il gioco d'azzardo è un rischio dietro l'angolo".

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L'ha provato sulla propria pelle: non solo ebbrezza della giocata e della vincita ma anche quella brutta percezione che ha provato allo squillo del telefono, quando dall'altra parte non sempre c'è una voce amica che ricorda le somme scommesse: ma ti sei dimenticato di me?.

"Io mi sono nascosto e ho sbagliato – ha aggiunto il calciatore -. Non puoi fermarti da solo, sono gli altri a farlo. E puoi anche compromettere amicizie, rapporti e lavoro. Tutto. Nascondersi non è mai la soluzione. Bisogna parlarne, e farsi aiutare. La mia vera ricchezza non sono i contratti milionari, ma essere circondato da gente che mi vuol bene e continua a dimostrarmelo quotidianamente".

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