Tahirys Dos Santos racconta l’orrore di Crans Montana: “Vedevo i miei vestiti sciogliersi addosso”

A due mesi dalla terribile tragedia di Capodanno accaduta a Crans Montana dove sono morte 41 persone e ferite altre 115, tra cui Tahirys Dos Santos, il giovanissimo giocatore del Metz, dopo diverse settimane di terapia intensiva, è riuscito a ritornare a casa e a riabbracciare la propria ragazza, Caroline, anche lei coinvolta nell'incendio infernale che è scoppiato nel locale Constellation, per cui è rimasta a lungo in coma. "Ho ancora addosso i segni delle ustioni. Sentivo solo le urla, mi sentivo paralizzato e i miei vestiti sciogliere addosso…".
Dos Santos nell'inferno di Cras-Montana: scampato al dramma salvando la fidanzata Coline
Il terrore e la paura non sono scomparsi malgrado sia trascorso più di un mese dalla drammatica notte di capodanno, nella festa in cui c'era anche il 19enne che gioca nel Metz, scampato al dramma per miracolo e autore di uno dei gesti che hanno permesso di salvare altre vite. In particolare quella della sua fidanzata, Coline, per la quale si è rigettato tra le fiamme strappandola alla morte e riuscendo a riabbracciarla una volta uscita da un coma durato oltre 25 giorni. Come lo stesso Dos Santos ha raccontato, dal letto d'ospedale dove tutt'ora è costretto per guarire dalle terribili ustioni.
Il ricordo di Dos Santos: "Ho ancora ustioni, di quei momenti ho il vuoto assoluto"
"Ho ancora ustioni sulle braccia, sulle mani, sul viso e sulla schiena". Inizia così il racconto di Tahirys Dos Santos, difensore diciannovenne dell'FC Metz, che ha ripercorso gli eventi di quella terribile sera di capodanno ad un mese di distanza. "Siamo arrivati verso mezzanotte e mezza o l'una di notte" rivive a Parismatch. "Siamo scesi dalla sala perché Coline aveva bisogno di andare in bagno e io sono andato con lei. Sono uscito prima di lei, stavo andando al primo piano, ed è stato allora che ho visto tutto, l'incendio. È successo così in fretta che non ci ho pensato due volte e sono ritornato dritto da Coline, l'ho presa e ci siamo gettati giù per le scale. Dopodiché, è stato il vuoto più assoluto".
"Sentivo solo urla, c'era il caos totale e i vestiti mi si scioglievano addosso…"
Il terrore di quei momenti è ancora vivido nei ricordi e nelle parole di Dos Santos: "Ho sentito solamente urla, c'era una calca impressionante e non sapevo più se i miei amici fossero ancora vivi oppure no. Ero come paralizzato. Gridavo i loro nomi e non c'era alcuna risposta. Sentivo solo sciogliermi addosso i vestiti che indossavo…" Poi, la luce in fondo al tunnel del terrore: "Una studentessa è arrivata e mi si è avvicinata. Si potrebbe dire che mi abbia salvato la vita, mi ha confortato. Poi quando sono uscito sono stato subito messo su un'ambulanza, ma non sentivo più la schiena dal dolore…".
Il racconto di Coline, la fidanzata di Dos Santos uscita dal coma: "Sono via e questo basta"
Tahirys Dos Santos è riuscito a strappare dalle fiamme anche Coline, la sua ragazza 22enne che ha subito le conseguenze peggiori, restando in coma per diverse settimane. Poi lo scorso 28 gennaio, i miglioramenti e il risveglio: "Sono viva, questa è la cosa più importante…" ha spiegato la ragazza che ha potuto riabbracciare il suo compagno. "La mia condizione fisica viene dopo. La cosa più importante è che adesso mi riprenda del tutto anche a livello mentale. Il calcio? No, non credo che al momento sia tra i nostri pensieri…"