Simone Inzaghi in disgrazia all’Al Hilal, si valuta l’esonero: sta buttando via un campionato

Tifosi e opinionisti sauditi hanno ormai scaricato Simone Inzaghi, la cui panchina all'Al Hilal resta legata esclusivamente al suo contratto mostruoso e all'altissima penale per romperlo, unico elemento che ancora non ha fatto decidere la dirigenza del club per l'esonero. E tuttavia continuano le riflessioni circa l'opportunità di andare avanti col 49enne tecnico piacentino, che con gli ultimi risultati sta buttando via un campionato che sembrava vinto, consegnandolo nelle mani dell'Al Nassr di Cristiano Ronaldo.
Tanti, troppi pareggi, stanno condannando l'Al Hilal e il suo allenatore. L'ultimo deludentissimo con l'Al Taawon è il quinto nelle ultime sette partite di campionato giocate: sono 10 punti secchi persi sull'Al Nassr, che invece nel periodo le ha vinte tutte e dunque ha rimontato da un divario che pareva ormai irrimediabile. Adesso Ronaldo e compagni hanno un vantaggio di 3 punti sulla squadra di Inzaghi, superata in classifica anche dall'Al Ahli che ha un punto in più, quando mancano 11 giornate alla fine.
Simone Inzaghi nel mirino di critica e tifosi: la panchina all'Al Hilal traballa sempre più
Col venire meno dei risultati, nonostante l'arrivo di Karim Benzema nel mercato di gennaio (peraltro adesso è infortunato), le critiche a Inzaghi sono esplose: media e commentatori sauditi rimarcano il gioco speculativo del tecnico italiano e ricordano come alla guida dell'Inter abbia vinto ‘solo' uno scudetto in quattro anni, a fronte di una rosa superiore alla concorrenza.
Si sottolinea anche il contratto da circa 26 milioni netti all'anno, valido fino a giugno 2027 (con opzione per una terza stagione). Si tratta di mezzo milione a settimana, 70mila euro al giorno. Cifre che ne fanno il secondo allenatore più pagato al mondo dopo Diego Simeone all'Atletico Madrid. Inoltre è presente una penale altissima in caso di esonero, che è il motivo principale per il quale la dirigenza dell'Al Hilal esita a licenziare Inzaghi nonostante le critiche feroci e le evidenti difficoltà della squadra in cui giocano Koulibaly e Milinkovic-Savic.
"Un gioiello nelle mani di un minatore di carbone!": gli attacchi all'ex tecnico dell'Inter
Gli attacchi a Inzaghi sono feroci: "Un gioiello nelle mani di un minatore di carbone!", ha scritto Abdulrahman Al-Jammaz, un giornalista sportivo saudita molto seguito, dopo l'ultimo pareggio contro l'Al Taawon.

C'è chi poi ha paragonato la gestione di Inzaghi a quella precedente di Jorge Jesus, che per ironia della sorte adesso sta guidando l'Al Nassr a quel titolo della Saudi Pro League che Ronaldo desidera più di ogni altra cosa.
"L'Al Hilal di Jesus era come un torrente impetuoso… Niente gli si parava davanti, spazzava via chiunque ostacolasse il suo cammino, e instillava terrore nei cuori dei suoi avversari. Mentre l'Al Hilal di Inzaghi ha scelto una strada diversa… ha costruito dighe, eretto barriere, posto ostacoli davanti a quel torrente, per trasformare l'impeto in solidità, e la forza in equilibrio", ha scritto su X Hussein Abdulghani, ex nazionale saudita.
Al di là delle metafore poetiche, il destino degli allenatori è da sempre deciso dai risultati: la panchina di Simone Inzaghi traballa sempre più. Il calendario adesso mette l'Al Hilal davanti alla trasferta in casa dell'Al Shabab: se non dovessero arrivare i tre punti, potrebbero essere prese decisioni drastiche, invocate in primis dalla piazza.