Il portiere del Verona, Silvestri, ci ha provato ma gli è andata male. Anzi, gli è andata Malinovskyi… L'episodio avvenuto in occasione del calcio di rigore concesso all'Atalanta è tutto nelle parole dell'estremo difensore dell'Hellas che stuzzica, provoca, distrae (o, almeno, ci spera) il calciatore della ‘dea' che si incarica della battuta. Nel silenzio dello stadio ‘Bentegodi' non c'è bisogno di ricorrere all'interpretazione del labiale per capire cosa dice l'estremo difensore. Succede a pochi istanti dal tiro dal dischetto, con il numero uno degli scaligeri che si posiziona sulla linea di porta, prende tempo e attende che l'avversario di presenti all'altezza degli undici metri.

Quando vede arrivare l'ucraino Silvestri recita il copione già visto anche su altri campi. Mette le mani sui fianchi a mo' di gesto di sfida, lo guarda e gli urla qualcosa. "Dove me lo tiri Mali…? Lo tiri qua?". E fa un cenno con la testa quasi a indicare la traiettoria della conclusione. Un espediente che durerà pochi attimi, il tempo che arrivi il fischio del direttore di gara e che Malinovskyi – per nulla impressionato da quella manfrina – la piazzi alla destra del portiere, ormai spiazzato. Palla da una parte e in rete, Silvestri dall'altra. Sì, l'ha piazzata proprio là dove non poteva arrivare.

Quattro i penalty in A per la ‘dea' che non ha un rigorista

Sono cinque i calci di rigore battuti dall'Atalanta in questa stagione, quattro dei quali in campionato e battuti da altrettanti calciatori. Uno solo quello sbagliato: da Zapata, nella sfida di Coppa Italia vinta per 3-2 contro la Lazio. Duvan, Muriel, Ilicic e Malinovskyi i giocatori che Gasperini ha scelto di volta in volta per i penalty. Il motivo? Lo ha spiegato lui stesso nel dopo gara. "A dire il vero non ne abbiamo ricevuti molti… – ha ammesso provocatoriamente il tecnico – ma preferisco che non ci sia un rigorista specifico e che siano pronti tutti quando ce n'è bisogno".