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Sarri esplode nell’intervista in TV dopo Lazio-Genoa: “Basta! Ti ho già risposto tre volte”

La Lazio batte il Genoa 3-2 con un rigore all’ultimo respiro, ma il dopo gara è tutto per lo sfogo di Sarri a DAZN: l’allenatore si innervosisce sulle domande ripetute sul caso Romagnoli.
A cura di Michele Mazzeo
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L'immagine che resta di Lazio-Genoa non è solo il rigore decisivo, ma il volto di Maurizio Sarri che cambia espressione in pochi secondi davanti ai microfoni. Perché la partita, già carica di stranezza, si porta dietro un clima che a Formello conoscono bene: stadio quasi vuoto per il boicottaggio, settimane agitate, mercato che fa rumore e un caso interno che rimbalza ogni giorno, quello di Alessio Romagnoli.

La Lazio vince 3-2 al termine di una gara piena di scosse. Va avanti, si fa riprendere, poi la decide nel recupero con un rigore assegnato dal VAR e trasformato da Cataldi. È una vittoria che serve, soprattutto in una notte in cui il silenzio dell'Olimpico pesa più di qualsiasi fischio. Sarri lo dice chiaramente quando prova a tenere la barra dritta sul campo e sulla risposta della squadra: "Sono state settimane difficili per noi per molti motivi, sono contento che la squadra abbia dato una risposta di questo tipo in una serata difficile, perché giocare senza tifosi non è stato semplice. Questo dobbiamo considerarlo l'ennesimo gesto d'amore da parte loro".

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Anche la sua esultanza sul rigore viene letta dentro quel contesto emotivo. Sarri la spiega senza giri di parole: "La mia esultanza al rigore di Cataldi? Sono state settimane complicate per noi, giocare senza i nostri tifosi non è stato semplice, ma come ho detto prima questo è da considerare un gesto d'amore. Giocare senza la maggior parte dei tifosi è stato difficile, ma dobbiamo considerarlo un gesto d'amore". È un modo per ribaltare la narrazione: non una rottura definitiva, ma una frattura che la società dovrà ricucire.

Poi l'intervista entra nella zona rossa: mercato e Romagnoli. Sarri prova prima a schermarsi con una risposta secca: "Mercato in chiusura? Non lo so, non mi interessa il mercato". Ma le domande tornano, insistono, si ripetono. E a quel punto il tecnico perde la pazienza. Sul tema Romagnoli, davanti alle telecamere di DAZN, taglia corto e chiude bruscamente: "Romagnoli? Ho già detto quello che penso, starà alla società ora. Io ci ho parlato anche un minuto fa con Romagnoli e non sapeva nulla ancora".

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Non basta. All'ennesimo giro, Sarri si innervosisce in modo ancora più evidente, interrompe lo scambio e tronca l'intervista: "Basta! Su Romagnoli ti ho già risposto tre volte. Ciao, grazie". Poi si sfila l'auricolare e lascia la postazione quasi di scatto. Un gesto che racconta più del tono: la sensazione di essere trascinato fuori dalla partita appena vinta e risucchiato, ancora una volta, in una vicenda che non vuole gestire pubblicamente.

Eppure è proprio lì che sta il punto. Per Sarri, Romagnoli è un tema "di società", come ribadisce: "Romagnoli è una gestione in mano alla società, io ci ho parlato anche un minuto fa con lui, ma non sa che dirmi. Io la mia opinione l'ho già espresso, un'indicazione. Ne ho fatta una simile anche su Guendouzi…poi la società l'ha ceduto". Un passaggio che pesa perché mette insieme due cose: la distanza dell'allenatore dal mercato e, allo stesso tempo, la consapevolezza che le scelte finali non dipendono solo dal campo.

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