Sbarcato in Italia da poche settimane, e arrivato in un club che sta lottando per evitare la retrocessione, Maya Yoshida non vede l'ora di poter fare il suo esordio in Serie A e dare il suo contributo alla squadra di Claudio Ranieri. Il trentunenne difensore ha intanto raccontato i suoi primi giorni italiani in un'intervista concessa al ‘Secolo XIX': "Il primo impatto con il Ferraris è stato ottimo, è uno stadio fatto per il calcio e mi ricorda quelli inglesi – ha spiegato l'ex Southampton – C'è sempre tanta gente, i tifosi della Sampdoria sono molto vicini alla squadra, la incitano per tutta la partita".

Prelevato in prestito dalla Sampdoria, e dopo aver firmato un contratto fino al termine della stagione con opzione di rinnovo, Maya Yoshida è dunque pronto per prendere il testimone lasciato da Atsushi Yanagisawa: l'ex attaccante classe '77, l'ultimo giapponese ad aver vestito la maglia blucerchiata, che nella stagione 2003/2004 scese in campo con i liguri in quindici occasioni prima di trasferirsi in Sicilia e giocare con il Messina.

La differenza tra la Serie A e la Premier League

Il giocatore giapponese, che ha potuto assistere alle prime partite della sua nuova squadra dalla panchina, ha inoltre parlato della sua condizione fisica e raccontato della prima grande differenza notata tra il calcio italiano e quello inglese: "Sono pronto per giocare e speravo che arrivasse l’occasione, ma continuo ad attendere preparandomi bene. Impegnarsi è l’unico modo di ottenere le occasioni – ha concluso il nuovo giocatore del club di Massimo Ferrero – Un dettaglio del calcio italiano che mi ha colpito? Bisogna fare attenzione, perché gli attaccanti tendono molto a buttarsi a terra. In Premier League questo succede molto meno".