C'è grande confusione intorno al ritorno del pubblico negli stadi. La risalita, seppur lieve, del numero dei contagi ha riaperto un dibattito che stava pian piano iniziando ad incanalarsi verso la riapertura degli impianti sportivi ai tifosi: il primo banco di prova erano state le coppe nazionali in Francia e il prossimo sarà la Supercoppa Europea del 24 settembre tra Bayern Monaco e Siviglia. Per quanto riguarda i nostri impianti, la riapertura sembra molto difficile, anche sentendo l'opinione di diversi virologi sulla questione, con l'avvio della stagione 2020/2021 ma Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, in una intervista concessa al quotidiano romano Il Messaggero oggi si è espresso in maniera piuttosto netta in merito ed è convinto che si debba far tornare la gente allo stadio: "La soluzione è il coraggio: da restituire alla gente. Il calcio senza pubblico non ha senso, è il momento di riaprire gli stadi. Non so che cosa stiamo aspettando per ripartire. Non si può fare il paragone con le discoteche. Che sono al chiuso o quasi. E lì, dopo il lungo lockdown, la gente va per sfogarsi. Il nostro spettacolo è in spazi sempre ampi e all’aperto".

Il numero uno del club blucerchiato si è soffermato sulla questione stadi e sul distanziamento sociale ma ha fatto un paragone con i mezzi di trasporto urbani e la vicinanza con cui viaggiano i passeggeri: “Pensate alla capienza di ogni stadio. Vogliamo il distanziamento, ok. Ma facciamo entrare la metà degli spettatori. A Marassi ventimila su quarantamila. Basta anche il quaranta per cento, con due sedili occupati su cinque. Bisogna riaprire, se non alla prima di campionato, alla seconda. Un po' alla volta. Con regole chiare e uguali per tutti, senza fare figli e figliastri. Sui bus apertura al settanta per cento e noi niente. Mah!".