Perché sul gol di Pinamonti il VAR non ha avvisato Colombo del colpo subito al volto da Deiola: non poteva

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Colombo, l'arbitro di Lazio-Cagliari, 2-1, gara valida per la 10a giornata di Serie A
La rete del successo della Lazio sul Cagliari segnata da Pinamonti è stata “viziata” da un colpo subito alla testa da parte di Deiola con l’arbitro Colombo che non ha fermato il gioco. Per molti ha sbagliato, ma il regolamento è più che chiaro.

La rete del successo della Lazio sul Cagliari, siglata da Pinamonti nei minuti finali del match dell'Olimpico e che ha consegnato la vetta solitaria della classifica di Serie A, è stata anche al centro di diverse discussioni per l'operato dell'arbitro Colombo, "reo" di non aver fermato il gioco sull'azione poi conclusasi con il gol capitolino. Perché? Perché proprio all'inizio della stessa Deiola era stato colpito violentemente da una pallonata al volto, crollando dolorante a terra – gli ci vorrà poi l'intervento dei sanitari per riprendersi.

L'arbitro avrebbe potuto, e per molti dovuto, interrompere il gioco, per soccorrere il capitano del Cagliari ma non l'ha fatto e non è nemmeno stato richiamato dal VAR. Ma non si può parlare di un errore visto che in questi casi il regolamento è chiaro e lascia alla discrezione del direttore di gara qualsiasi decisione, imponendo gli assistenti al monitor di rimanere in silenzio.

La pallonata al volto subita da Deiola, Colombo fa proseguire l'azione

Anche in tempo reale si era capito benissimo che Alessandro Deiola non stava simulando: la pallonata violenta per un tiro fuori area di Fisayo Dele-Bashiru ha infatti impattato in modo violento col volto del capitano dei sardi, poi crollato a terra con le mani sul viso. L'azione però non è stata fermata da Colombo che ha fatto proseguire il gioco poi conclusosi con la rete del definitivo e decisivo 2-1 che ha sancito il successo della Lazio.

Per molti tifosi, soprattutto di parte rossoblù e non della Lazio, si è trattato di un gol irregolare ma non è così e i protocolli in questi casi parlano chiaro. Il problema forse è un altro: di fronte a troppe simulazioni che si vedono sui campi anche di Serie A, l'arbitro forse ha interpretato il comportamento di Deiola esagerato, valutando il colpo avvenuto sul corpo e non sul viso.

Nello specifico Colombo non ha sbagliato e non c'è nemmeno errore da parte del VAR. In particolare è entrata in gioco la Regola 5 che stabilisce in modo tassativo la condotta del direttore di gara in base alla gravità dell'infortunio. Il regolamento impone all'arbitro l'obbligo di interrompere immediatamente il gioco solo se ritiene che un calciatore sia gravemente infortunato o se ha il forte sospetto di un trauma alla testa/volto. Ma lo può fare in modo totalmente discrezionale.

Regolamento e protocollo VAR: è tutto a discrezione dell'arbitro

Secondo il Protocollo, la tecnologia può supportare l'arbitro esclusivamente a patto che si tratti di un "chiaro ed evidente errore" o di un "grave episodio non visto" e nella fattispecie del colpo a Deiola e del gol di Pinamonti, il rigido regolamento ha "imbavagliato" il VAR: l'interruzione del gioco per un infortunio anche alla testa rientra tra le decisioni puramente gestionali dell'arbitro e non è una fattispecie revisionabile chiamandolo al monitor per un On Field Review.

In estrema sintesi Colombo avrebbe dovuto fermare il gioco per tutelare la salute di Deiola colpito alla testa, ma la mancata interruzione è un semplice errore di valutazione tecnica in campo, trattandosi di una dinamica fortuita. Il protocollo rigido ha così impedito al VAR di intervenire sia per fermare l'azione sia per annullare il gol successivamente segnato da Pinamonti.

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