Perché la furbata di Joan Garcia contro l’Espanyol andava punita per “condotta antisportiva”

Lo scorso 3 gennaio il Barcellona è riuscito a vincere il derby di Spagna in Liga in casa dell'Espanyol. Una partita che però ha fatto discutere anche per il gesto fatto dal portiere dei blaugrana, Joan Garcia – grande ex della partita – il quale si rese protagonista di un gesto che diventò immediatamente virale. Una sorta di mossa giudicata immediatamente geniale a primo impatto ma che di fatto è assolutamente illegale. Il portiere del Barcellona di fatto pur di evitare che la sua squadra subisse gol da Milla, con un gesto di riflesso, ha spinto leggermente il suo compagno di squadra, Gerard Martin, in modo che l'opposizione col corpo di quest'ultimo permettesse di bloccare il tiro.
Per qualcuno quel gesto è stato di assoluta genialità, basato sull'istinto e la voglia di non prendere gol. Ma in realtà ciò che è accaduto è vietato dal regolamento. Stando a quanto riferisce l'ex arbitro Mateu Lahoz a "El Día Después" di Movistar Plus, questo comportamento costituisce una violazione del regolamento: "Questo è stabilito dalla FIFA come comportamento antisportivo. Joan García non può compiere questo comportamento".
Tuttavia, l'ex arbitro chiarisce che l'azione doveva essere sanzionata con un calcio di punizione indiretto a favore dell'Espanyol e che, in nessun caso, è classificabile come episodio da richiedere l'intervento del VAR. Lahoz ha analizzato l'accaduto e ha spiegato perché, a suo avviso, si doveva assegnare un calcio di punizione per le sue azioni. "Questo è considerato dalla FIFA un comportamento antisportivo – spiega -. Nel momento in cui spingi volontariamente un compagno di squadra e lo metti quasi in pericolo di infortunio, è qualcosa che le regole non consentono. Anche se il VAR non può aiutarti".
L'arbitro ha spiegato che si tratterebbe di calcio di punizione indiretto e, in questo caso, anche un cartellino giallo. "L'arbitro, ne sono certo, l'ha interpretato come uno scontro accidentale mentre lottava per quello spazio" ha detto ancora. Nel classico dialogo tra arbitro e VAR che di solito siamo abituati ad ascoltare anche in Italia, il direttore di gara spagnolo ha sottolineato fin da subito: "Non c'è niente, non c'è niente, è lui che lo spinge, non c'è niente". Di fatto si tratta di un errore di valutazione di quell'intervento che inizialmente sembrava potesse consentire al portiere di spingere un suo compagno di squadra.