Dodici rigori. Tanti ne sono stati dati al Milan finora in campionato, l'ultimo a Cagliari per la spinta di Lykogiannis su Ibrahimovic. A nessuna squadra ne sono stati assegnati tanti, più del doppio rispetto a Roma, Sassuolo e Juventus ferme a quota 5. E con la possibilità di battere il record stabilito dalla Lazio nella scorsa stagione (18). La media a partita su 18 incontri disputati è di 0.66. Primo per numero di penalty a favore, non altrettanto per infallibilità dagli undici metri: 9 segnati, 3 sbagliati (2 da Ibrahimovic, 1 da Kessié) conferiscono al ‘diavolo' una percentuale di precisione del 75%.

Perché al ‘diavolo' assegnano tanti penalty

La domanda sorge spontanea: perché alla squadra di Pioli vengono concessi tiri dal dischetto con una frequenza così alta? Non è (solo) frutto di casualità, né può essere ridotto tutto alla dietrologia dell'indulgenza nei suoi confronti. C'è dell'altro e va ricercato nell'interpretazione tattica, nella capacità di fare gioco e finalizzarlo, nelle opportunità costruite all'interno dell'area avversaria e un po' anche nel ‘mestiere' che alcuni attaccanti (uno in particolare, lo svedese) sanno come sfruttare per trarre il massimo beneficio pur senza cadere nella simulazione.

Squadra verticale. In buona sostanza sono cinque le qualità che rendono il Milan una squadra molto verticale, quasi sempre pericolosa quando sviluppo il gioco, accelera e attacca portando tanti giocati in area. Con o senza Ibra (lo svedese ne ha guadagnati 2), l'identità è sempre la stessa: intensità nel pressing e nell'aggredire la palla, velocità negli inserimenti, rapidità dei movimenti anche in spazi ristretti, abilità nel dribbling e quel pizzico di furbizia che non guasta mai anche se ai margini del regolamento e del Var.

Alcuni dati fotografano questa situazione. il Milan è la formazione che ha un possesso palla medio per gara di 26'38" che lo colloca al 9° posto campionato (fonte Lega Serie A). Nella metà campo avversaria il ‘diavolo' ci arriva (e ci sta) non attraverso una ragnatela di tocchi ma scegliendo la profondità e la verticalizzazione, sia attraverso passaggi sia attraverso iniziative personali come l'abilità nel dribbling (Leao, Calhanoglu, Rebic, Brahim Diaz e Theo Hernandez) sia sfruttando le caratteristiche anche di altri calciatori che non siano offensivi per ruolo (Bennacer, Kessié, Saelemaekers).

Quanto tempo impiega il Milan ad articolare la manovra in ‘territorio nemico'? Appena 11'47", un tempo basso rispetto alle altre formazioni d'alta classifica: 16′.02″ Juventus, 15′.33″ Atalanta, 14′.21″ Napoli, 13′.20″ Inter, 12′.45″ Roma. Perfino la Fiorentina, che lotta per la salvezza, ha un tempo medio maggiore (12'55"). A completare il quadro sono il numero dei calci d'angolo (113, 2° dato dietro il Napoli a 115), dei pali colpiti (13) e delle volte in cui è stato fermato per fuorigioco (46, 2° dato rispetto il Verona a 47).

Rigori dati al Milan: quanti sono

I calci di rigore di cui ha beneficiato il Milan finora sono 12 e li ha ottenuti contro: Bologna (1a giornata), Crotone (2a giornata), Inter (4a giornata), Roma (5a giornata), Verona (7a giornata), 2 contro la Fiorentina (9a giornata), Sampdoria (10a giornata), Lazio (14a giornata), Benevento (15a giornata), Torino (17a giornata), Cagliari (18a giornata).

Chi ha segnato più rigori nel Milan? Kessié ne ha siglati 5 su 6 battuti, Ibrahimovic ne ha realizzati 3 su 5 calciati, Calhanoglu 1 gol su 1 tiro dal dischetto.

Rigori per il Milan in Serie A: giusti o dubbi?

Dei 12 rigori assegnati al Milan quanti erano giusti o dubbi? A giudicare dalla sequenza dei penalty analizzati alla moviola, tutti erano legittimi. Pochissime davvero le ombre e i dubbi, come in occasione di Milan-Roma della 5a giornata: le proteste dei giallorossi per un contatto inesistente tra Mancini e Calhanoglu fecero il paio con quelle del contatto tra Pedro e Bennacer. Generosi – ma non sbagliati – i penalty assegnati contro Fiorentina (contrasto di Caceres su Hernandez) e, più di recente, contro il Cagliari (braccio galeotto e spinta di Lykogiannis su Ibrahimovic).

Nella maggior parte dei casi, invece, risulta difficile definire ‘non giusti' quelli contro Bologna (Orsolini sgambetta Bennacer), Crotone (fallo di Marrone su Rebic), Inter (Kolarov sulla caviglia Ibra), Verona (pestone di Lovato su Kessié) oppure Sampdoria (fallo di mano di Jankto).