16 Maggio 2022
16:37

Nuovo scandalo in vista dei Mondiali 2022: “Spie tra i lavoratori migranti per reprimere dissenso”

Nuovo scandalo in vista dei Mondiali 2022: il governo del Qatar utilizza spie tra i lavoratori migranti per reprimere il dissenso e la fuoriuscita di informazioni.
A cura di Vito Lamorte

I lavoratori migranti che denunciano di essere sfruttati nei cantieri dei Mondiali 2022 in Qatar vengono identificati da informatori che operano sotto copertura. Questa la nuova pratica partorita nel paese situato nella piccola penisola arabica per evitare che vengano diffuse troppe notizie sull'andamento dei lavori per il torneo FIFA che si giocherà nel prossimo inverno. A denunciare questa pratica sono associazioni per i diritti umani e attivisti che indagano sulle condizioni dei migranti che lavorano in Qatar. A riportare questa denuncia è stato il tabloid inglese The Mail on Sunday.

Fonti hanno riferito a Equidem, l'organizzazione globale per i diritti umani e i diritti del lavoro che opera da molto tempo in Qatar, che questi funzionari della sicurezza sotto copertura sono stati reclutati nei paesi che ospitano i lavoratori migranti: "Siamo in costante contatto con i lavoratori in Qatar. Ci sono persone arrivate dal Kenya, dall'India, dal Nepal, che si trovano a parlare come un normale lavoratore, ma si rendono conto poi che le domande vengono fatte a persone che sono note per essere attiviste".

I sospetti informatori sono stati identificati all'interno dei campi residenziali allestiti per costruire le infrastrutture che ospiteranno la Coppa del Mondo in Qatar a novembre e il loro arrivo ha suscitato sospetti tra gli altri lavoratori.

Si pensa che vengano infiltrati nelle residenziali non solo per recuperare informazioni sul lavoro degli organismi per i diritti umani, ma per identificare e reprimere qualsiasi tipo di dissenso. L'amministratore delegato dell'associazione, Mustafa Qadri, ha affermato: "Il nostro pensiero è che sia organizzato dal governo, non dalle singole società. Ma anche le aziende potrebbero avere le proprie persone. Devo essere estremamente attento. C'è stato un alto livello di sorveglianza, non solo per i giornalisti e persone come me che visitano quei paesi".

Malcolm Bidali, l'informatore keniota che ha lavorato come guardia di sicurezza in Qatar, è stato arrestato, incarcerato e multato per "trasmissione e pubblicazione di notizie false con l'intento di mettere in pericolo il sistema pubblico dello Stato".

Bidali, un blogger che è stato tenuto in isolamento per un mese prima di essere rilasciato lo scorso giugno, ha riferito di essere stato interrogato sulle sue denunce per i maltrattamenti dei lavoratori nei cantieri per i Mondiali. Si tratta di vicende che vengono raccontate da mesi, ma questa pratica non viene dismessa.

La maggior parte dei lavori per gli stadi è completa, ma ci sono altri siti che devono essere completati il più presto possibile secondo la macchina organizzativa. In merito alla presenza di difese per i lavoratori, la risposta è piuttosto chiara: "Ci sono sindacati sul campo e altre parti interessate che stanno facendo un ottimo lavoro, ma questo spazio è strettamente controllato all'interno del quale puoi operare formalmente con l'approvazione del governo. Se sei al di fuori di questo, le voci indipendenti corrono rischi significativi".

Ai giornalisti e agli attivisti in visita è sempre stato vietato fotografare i campi residenziali e c'è sempre la voce che i migranti potrebbero essere rimandati a casa prima del torneo per timore che le loro condizioni riflettessero negativamente sulla vetrina che il Qatar vuole dare se stesso al mondo. La situazione è piuttosto complessa e, come ha ben raccontato il The Guardian tempo fa, 6.500 migranti sono già morti per le cattive condizioni di lavoro.

Nicholas McGeehan, co-fondatore dell'organizzazione per i diritti umani FairSquare, ha chiesto alla FIFA e al Qatar di istituire un programma di risarcimento per le famiglie dei lavoratori migranti che non sono stati pagati, sono stati feriti o hanno subito morti inspiegabili nel paese: "Il 70% dei decessi dei lavoratori migranti è inspiegabile e, nei progetti per gli stadi della Coppa del Mondo, è ancora al 50%. L'incapacità dei qatarioti di mettere in atto tutele fondamentali è imperdonabile. I lavoratori stanno essenzialmente lavorando in una sauna tossica. Il risarcimento è fattibile e sarebbe significativo per la vita delle famiglie che hanno messo in piedi questa Coppa del Mondo. I lavoratori hanno preso in prestito oscene somme di denaro per arrivare in Qatar con la speranza di sollevare le loro famiglie dalla povertà e alcuni sono tornati in sacchi senza alcuna risposta per i loro cari su come sono morti".

Il governo del Qatar ha descritto le accuse come "palesemente false" e ha reso noto, attraverso le parole di un funzionario, che il paese "lavora in modo attivo con le ONG, come Amnesty e Human Rights Watch, per risolvere le lamentele presentate loro dai lavoratori".

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