
Leo Messi alla Casa Bianca. Le immagini hanno fatto il giro del mondo e sono state quelle che al risveglio gli appassionati di calcio si sono ritrovati sullo smartphone. Leo Messi e Donald Trump insieme, tecnicamente per un motivo istituzionale. Con il passare delle ore il tam-tam ha portato nuovamente sullo stesso piano Messi e Maradona. E qui tecnicamente non c'è discussione. L'esaltazione di Diego ha da contraltare il Messi low profile e amorfo, ricordando pure quanto accaduto dopo la vittoria dei Mondiali del Qatar. Il punto fondamentale è un altro, però. Perché non è Messi a essere scialbo, ma era Maradona unico anche nel suo sentirsi libero di dire esattamente quello che pensava.
Messi alla Casa Bianca con l'Inter Miami
Messi e i suoi compagni di squadra si sono recati alla White House per celebrare l'MLS vinta nel 2025. Trump ha incontrato la squadra, ha salutato i calciatori, in particolare l'argentino e ha sfruttato l'occasione per parlare delle bombe, della Guerra con l'Iran e anche di Cristiano Ronaldo. C'è stato un momento in cui l'argentino è stato a contatto diretto con il Presidente americano e un altro nel quale ha applaudito al discorso. Tutto nella norma. Il popolo social, almeno una buona fetta, ha protestato dicendo che Messi ha mostrato la sua pochezza non uscendo dal copione prefissato.

Le prese di posizione di Maradona
Certo, era libero di uscire da quel copione. Ma nel mondo di oggi sono pochissimi gli atleti che prendono posizione. E il raffronto con Maradona è pesantissimo. Però è un raffronto che non si può fare e non regge. Perché Diego era veramente un pezzo unico. Da giorni sui social riciccia l'intervista che realizzò con Fabio Fazio, a Che Tempo Fa (all'epoca su Rai 3), nella quale parlando della sua visione politica disse: "Gli Stati Uniti credono di comandare il mondo… ma noi non siamo tutti americani". Unico e solo, probabilmente forever and ever. E di dichiarazioni politiche di Diego se ne trovano parecchie, oltre a prese di posizioni forti tendenzialmente sempre a difesa del popolo.
Quando Messi indossò il mantello nella premiazione dei Mondiali 2022
Insomma, stavolta è stato Messi da Trump. Tre anni fa era stato il momento della premiazione dell'Argentina in Qatar a creare polemiche, quando lo sceicco Tamin bin Hamad Al Thani, violò il regolamento, prima che Leo sollevasse la coppa gli mise sulla spalle un bisht, mantello tradizionale del mondo arabo, che coprì così in gran parte la maglia dell'Argentina nel momento più simbolico del calcio. Anche in quel caso si disse, praticamente subito, che Maradona non avrebbe mai accettato quel gesto, perché non avrebbe mai coperto la maglia dell'Argentina nel momento in cui sollevava la Coppa del Mondo.