Napoli, la maledizione degli infortuni ha colpito ancora: Vergara out, quanto dovrà stare fermo

Antonio Vergara si è fermato sul più bello, proprio quando la maglia azzurra (quella della Nazionale) era già pronta per lui in armadietto in vista. Il talento a cui il Napoli si è aggrappato come una zattera nel momento peggiore della stagione a causa degli infortuni, è rimasto lui stesso "vittima" della maledizione che decimato la rosa e inficiato il rendimento della squadra. Cosa si è fatto e quanto tempo dovrà stare fuori? "Gli esami hanno evidenziato una lesione distrattiva della fascia plantare – si legge nel report medico ufficiale dei partenopei –. Il calciatore azzurro ha già iniziato l'iter riabilitativo". Lo stop previsto in casi del genere va dai 2 ai 6 mesi per la guarigione completa, ma dipende dalla gravità della lesione (entità che la nota del club non ha precisato).
Le avvisaglie dell'infiammazione che lo tormenta c'erano state contro il Torino e quando Conte deciso di cambiarlo durante l'intervallo fu chiaro che non era un "semplice" fastidio. Dolente (e anche tanto) alla pianta del piede sinistro, il centrocampista non ha potuto fare altro che arrendersi alle fitte e alla precarietà delle sue condizioni, confermate a fine partita (anche) dall'allenatore.
Quali sono i tempi di recupero e quante partite salta
L'esito della prima visita a cui Vergara s'è sottoposto aveva evidenziato una infiammazione persistente. La conferma della diagnosi di fascite plantare fa sì che il giocatore salti sicuramente la partita di sabato prossimo con il Lecce e quella successiva (in trasferta) contro il Cagliari, ultima sfida prima della sosta di campionato prevista per i playoff della Nazionale contro l'Irlanda del Nord per qualificarsi ai Mondiali 2026. Ce la farà a essere a disposizione per il Milan alla ripresa? Difficile ce la faccia a essere pronto per allora. Altrimenti servirà attendere valutazioni di settimana in settimana in occasione di Parma, Lazio e Cremonese e tornando (ma è solo un'ipotesi) per la trasferta di Como (3 maggio).
Non ci voleva: una situazione del genere pesa sull'opportunità di rispondere "presente" alla possibile convocazione di Gattuso perché al ct, per il doppio confronto che vale la Coppa del Mondo, servono calciatori integri per la battaglia.

Possibili alternative in attacco e a centrocampo
Sono mesi che Antonio Conte ha messo mano all'abito (tattico) del Napoli. Lo ha cucito, scucito, rammendato, adattato di volta in volta a causa delle continue indisponibilità (per acciacchi di differente gravità) di giocatori venuti a mancare in tutte le zone del campo. Lo farà anche adesso che deve fare fronte all'assenza di Vergara ma con qualche patema in meno considerato che (finalmente) ha recuperato le pedine mancate finora come il pane. Lukaku sta salendo di condizione, De Bruyne è rientrato in uno stato di forma accettabile, Gilmour e Anguissa a centrocampo sono una boccata d'ossigeno. McTominay sta per tornare e con lui Lobotka che s'era fermato per un sovraccarico muscolare
Tra le soluzioni tattiche per le quali optare c'è l'ipotesi concreta è di avanzare Eljif Elmas, subentrato proprio a Vergara nella partita contro il Torino (ha segnato anche il suo primo gol in campionato). Il suo inserimento nel tridente offensivo comporterebbe cambiamenti anche a centrocampo. Non mancano alternative più offensive: come il brasiliano Giovane, mentre Kevin De Bruyne dovrebbe entrare a gara in corso per aumentare progressivamente il minutaggio.