Lo stadio Olimpico di Roma è pronto per ospitare la finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus: una super sfida che, senza l'emergenza Coronavirus, avrebbe certamente riempito le tribune dell'impianto capitolino. Il match che metterà di fronte le squadre di Gattuso e Sarri, e che avrà inizio alle ore 21.00 con diretta su Rai Uno, si giocherà infatti senza pubblico sugli spalti e con una grande novità in caso di pareggio dopo i novanta minuti regolamentari.

Tra gli argomenti d'interesse che accompagnano questa partita, oltre all'incrocio tra Sarri e il Napoli, c'è anche quello legato alla voglia di riscatto dei bianconeri: usciti sconfitti nelle ultime due finali con i partenopei. Nel 2104, in occasione della finale di Supercoppa Italiana giocata a Doha, furono proprio i rigori a premiare gli azzurri. Due anni prima, furono invece le reti di Cavani ed Hamsik a regalare al Napoli di Walter Mazzarri una serata indimenticabile.

Daniele Doveri
in foto: Daniele Doveri

Perché non si giocheranno i tempi supplementari in caso di parità

Come è già capitato per le due semifinali, che hanno decretato il passaggio alla finalissima di piemontesi e campani, qualora i novanta minuti dovessero terminare sul risultato di parità l'arbitro Daniele Doveri darà l'ordine di battere i calci di rigore senza far disputare i due tempi supplementari. Una decisione presa per non stressare fisicamente i giocatori, fermi da oltre tre mesi per la pandemia e attesi da un vero tour de force per chiudere la stagione, comunicata ufficialmente dalla Lega di Serie A con la nota stampa dello scorso 10 giugno. Nel documento emesso e firmato dal presidente Dal Pino, la Lega ha infatti specificato che "si aggiudica la Competizione la squadra che segna Il maggior numero di reti. Risultando pari il numero di reti segnate, l'arbitro provvede a far battere i calci di rigore, con le modalità previste dal ‘Regolamento del Giuoco del Calcio' al paragrafo: ‘Procedure per determinare la squadra vincente di una gara‘".