Morte di Emiliano Sala, il Cardiff perde la causa: dovrà pagare 480 mila euro al Nantes

Sette anni dopo la morte di Emiliano Sala arriva la sentenza che mette la parola fine sul contenzioso legale che aveva spinto il Cardiff a fare causa contro il Nantes per ottenere un risarcimento di oltre 120 milioni di euro. Il club transalpino non ha commesso alcun reato né ha responsabilità per la tragedia aerea nella quale ha perso la vita l'ex attaccante né dovrà versare un indennizzo ai gallesi. In tribunale era stato trascinato anche l'agente della società francese, Willie McKay, accusato di aver organizzato nel 2019 il volo a bordo del quale morì il calciatore argentino. Chiarita anche la sua posizione: totalmente scagionato perché non ritenuto direttamente responsabile del viaggio e del noleggio del velivolo che precipitò nel Canale della Manica.
Cardiff condannato a pagare 480 mila euro al Nantes
Sgombrato il campo da qualsiasi ipotesi di danno giuridico, tutte le richieste del Cardiff sono state respinte. L'importo del danno denunciato era stato calcolato in base a una stima ipotetica dei gol che la punta sudamericana avrebbe potuto segnare e dei punti che – proprio grazie alle sue reti – avrebbero contribuito alla permanenza in quella stagione di Premier League. Le cose sono invece andate diversamente: è stato il Cardiff City a essere condannato a versare al Nantes 300.000 euro a titolo di risarcimento danni, oltre ad altri 180.000 euro per spese e indennizzi, per un totale di 480.000 euro.

L'incidente nel Canale della Manica avvenuto nel 2019
Emilano Sala morì mentre si recava a Cardiff, per raggiungere il club dopo che il suo passaggio era stato ufficialmente formalizzato nella sessione invernale di calciomercato. L'aereo che lo stava trasportando s'inabissò nel Canale della Manica. Passato il periodo del cordoglio e del dolore, a finire al centro della scena fu l'istanza avanzata dai gallesi che si ritenevano parte lesa, sostenendo di aver subito perdite economiche e altri danni a seguito del decesso del calciatore. Ma vennero ugualmente obbligati dalla Fifa a versare la somma prevista e concordata per il trasferimento dell'attaccante.
Respinte le accuse di negligenza e imprudenza del club gallese
Sebbene il trasferimento fosse già effettivo al momento dell'incidente – come stabilito dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) – la questione centrale riguardava proprio la responsabilità per l'organizzazione del viaggio. Ma le accuse di "negligenza" e "imprudenza" rivolte all'agente del Nantes che "non poteva ignorare l'illegalità del volo" non hanno trovato alcun supporto legale, probatorio. E in assenza di un collegamento diretto tra il club e le circostanze della tragedia, i giudici hanno ritenuto infondate le richieste dei gallesi.
Una decisione che è arrivata anche per un'altra ragione: l'unica persona effettivamente condannata nel Regno Unito è stato Davide Henderson. Fu lui il "vero" organizzatore del volo, la persona unicamente responsabile di aver ingaggiato un pilota che non era qualificato dal punto di vista legale (perché privo delle autorizzazione necessarie) a trasportare un passeggero.
