Un guizzo e un errore, un calcio di rigore nel finale. La rete di Ante Rebic regala al milan una buona vittoria contro la Roma spuntata e un po' pasticciona in fase di disimpegno. Il penalty su Theo Hernandez e la conclusione di Calhanoglu calano il sipario sulla partita. Spinazzola nel primo tempo, Zappacosta nella ripresa ce la mettono per rendere più complicata una sfida già condizionata dalle condizioni climatiche proibitive per il gran caldo.

Il primo tempo della sfida tra Milan e Roma scivola via con poche emozioni. Non che le squadre in campo siano prive dei mezzi per rendersi pericolose ma il gran caldo e l'umidità inducono i protagonisti ad affrontare il match con le caratteristiche di un diesel… meglio venire fuori alla distanza e non rischiare di finire subito la benzina.

Sul rettangolo verde di San Siro ci sono 32 gradi e si fatica a sostenere lo sforzo: impossibile in queste condizioni climatiche pretendere un ritmo alto e intensità, ecco perché la fase di studio e l'equilibrio prendono il sopravvento anche sulla reciproca necessità di spingersi all'attacco per una vittoria che serve come il pane a entrambe. Occorre ai capitolini, che provano a restare nella scia dell'Atalanta provando l'aggancio alla zona Champions. Occorre al "diavolo" che, complice la qualificazione diretta del Napoli in Europa League, può ancora cullare il sogno di accedere alle Coppe, sia pure quelle di un "dio minore".

Almeno nella prima frazione le migliori occasioni capitano alla squadra di Fonseca e portano la firma di Mkhitaryan – Donnarumma si allunga e devia in tuffo – oltre al solito Dzeko che di testa ha una buona occasione per battere a rete ma sfiora solo la palla e la manda di poco a lato. La replica del Milan è affidata a un paio d'incursioni di Rebic – una favorita da un retropassaggio pericolo di Spinazzola verso Mirante – e all'azione più nitida che vede protagonista Calhanoglu: Theo Hernandez arriva sul fondo, crossa per il turco ma la girata di testa non è fortunata.

Il copione non cambia nella ripresa. Escono Castillejo e Bonaventura, entrano Paqueta e Saelemaeker con quest'ultimo che si mette subito in luce portando al gioco quella "freschezza" e quel dinamismo mancati nei primi 45 minuti. Lui c'è, Paquetà no: il brasiliano continua a soffrire e a restare in ombra. Ha un sussulto quando impegna Mirante dalla distanza e fa il paio con il tentativo di Calhanoglu – primo tiro nello specchio – sventato dal portiere giallorosso. Fuori anche Kluivert, tocca a Carles Perez e, non fosse per le urla di allenatori e giocatori oltre al fischio del direttore di gara, sembra davvero di assistere a un match d'allenamento del giovedì. Quando Fonseca tira fuori anche Dzeko, lanciando al suo posto Kalinic, è un segnale chiaro: senza il bosniaco, affaticato, è dura davvero.

Il Milan, però, ha il merito di crederci e viene premiato quando manca un quarto d'ora alla fine dell'incontro. Zappacosta commette un errore grossolano in fase di disimpegno e innesca il contropiede corto dei rossoneri. Mirante salva in un primo momento su Calhanoglu, la palla arriva a Rebic ma conclude sul palo alla "Gagliardini", sulla ribattuta non sbaglia e sigla la rete del vantaggio. L'ultimo acuto è del turco, "freddo" dal dischetto: raddoppia capitalizzando il rigore assegnato per fallo su Hernandez.