Messi, la lettera al padre morto è un pugno nello stomaco: “Ho seri dubbi di continuare a giocare”
Nella lettera che Lionel Messi ha dedicato a suo padre Jorge, morto a 68 anni, c'è una frase che spiega bene qual è lo stato emotivo del campione argentino. Il genitore è stato così importante nella sua crescita calcistica e nell'evoluzione della sua carriera che non riesce a sopportarne la perdita e la interpreta come un segnale chiaro: è un cerchio che si chiude e la prospettiva di ritirarsi è la vocina che lo tormenta assieme al dolore. "Ora ho seri dubbi di poter continuare ancora a lungo". È il passaggio che sintetizza meglio quale fosse il rapporto da papà, figlio e giocatore perché quella persona per il 10 dell'Argentina era tutto: chi gli ha dato fiducia e lo ha incoraggiato, chi gli è sempre stato vicino e l'ha aiutato a non mollar, chi lo ha accompagnato nella diverse fasi del suo percorso fino a diventare una stella del football mondiale. Ovunque fosse, Messi sapeva che suo padre era lì. "È molto difficile per me immaginare di non vederti né parlarti più. Avevamo ancora così tanto da condividere e non riesco a credere che te ne sia andato". E la consapevolezza di non averlo più al proprio fianco è devastante.
Messi e l'idea di mollare tutto: "Non so cosa farò senza di te"
Messi sapeva che suo padre era gravemente malato. Le condizioni di salute erano tali che, come spesso accade quando una star globale finisce sotto i riflettori per situazioni familiari, non erano mancate le speculazioni sul decesso. Alcuni, a caccia di scoop, lo avevano anticipato ma si sbagliavano. Lo stesso calciatore fu costretto a intervenire per smentire quelle voci. Ora, invece, è tutto vero.
"Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti. Giocavo solo a calcio e ora ho seri dubbi di poter continuare ancora a lungo". Il calcio, nella sua vita, ha sempre avuto una dimensione strettamene familiare: dalla moglie, Antonella, conosciuta da ragazzino fino al genitore che lo ha condotto nel mondo dorato del football da bambino e poi ha continuato a seguirlo quando quel ragazzino della cantera del Barcellona è diventato uno dei più forti calciatori al mondo.
I Mondiali e quella promessa che voleva mantenere
Tra le righe c'è anche un altro aspetto molto toccante, un ricordo legato agli ultimi Mondiali che l'Argentina ha perso in finale contro la Spagna. Papà Jorge non era mancato allo stadio in appuntamenti del genere, questa volta Messi ha dovuto fare tutto da solo perché il genitore non era in grado di viaggiare ("pochi giorni prima dell'inizio le tue condizioni sono peggiorate"). Aveva una speranza: tenere l'Albiceleste in corsa così da allungare i tempi di permanenza in Coppa e, magari, permettere al genitore di rimettersi in sesto e farcela a essere presente per il big match, quello decisivo.
"Io ti avevo detto che saremmo arrivati in finale, così avresti potuto viaggiare. Ogni volta che finiva una partita, aspettavo un tuo messaggio che non arrivava. È stato allora che ho capito che la situazione era davvero seria". È stato allora che Messi ha realizzato ci fosse una sola cosa da fare: "Volevo vincerla (la Coppa del Mondo, ndr) e portarla a te. Questa volta ho provato a soingermi oltre i miei limiti ma non ci sono riuscito. Non ce l'ho fatta. Quando sono arrivato, pensavi che avessimo perso la finale ai rigori. Non potevamo parlare di niente di quello che era successo. Ma ancora una volta, avevi ragione: dovevo essere lì e giocare".
La lezione di papà Jorge: "Trasmetterò i tuoi insegnamenti ai miei figli"
La lettera assume una sfumatura ancora più personale quando Messi parla del padre come di una figura presente senza fargli ombra. "Eri un padre, un amico e un uomo d'affari. Alla fine, le cose sono sempre andate esattamente come avevi previsto". E se oggi lo strazio ha preso il sopravvento, quando sarà passato a prenderne il posto sarà la lezione appresa da una vita intera. Educazione, valori, insegnamenti da trasmettere ai figli. "Mi mancherai moltissimo, ma sarai sempre presente, soprattutto nell'educazione dei miei figli, perché li educo e li insegno come tu hai fatto con me. Riposa in pace e veglia su di noi da lassù, come facevi da noi. Grazie di tutto. Ti voglio bene, papà".