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Mentre bombarda l’Iran, Trump dice che “è il benvenuto a partecipare ai Mondiali negli Stati Uniti”

Il numero uno della FIFA Gianni Infantino ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ricevendone rassicurazioni circa la partecipazione dell’Iran ai prossimi Mondiali: “È il benvenuto”. Il punto è cosa ne pensa l’Iran, che è tuttora sotto le bombe americane.
A cura di Paolo Fiorenza
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Dal "non mi interessa davvero" di qualche giorno fa, quando gli avevano chiesto il suo pensiero circa i tanti dubbi sulla partecipazione dell'Iran, regolarmente qualificato, ai Mondiali che si svolgeranno negli Stati Uniti (oltre che in Canada e Messico) la prossima estate, Donald Trump è passato a un più cordiale "è il benvenuto": inutile dire che la frase appare alquanto surreale, visto che intanto le persone oggetto del caloroso benvenuto continuano a essere bombardate dalle forze americane unitamente a quelle di Israele.

Infantino incontra Trump per discutere dei Mondiali negli Stati Uniti

Le parole del presidente degli Stati Uniti sono state riportate dal numero uno della FIFA Gianni Infantino, che martedì ha incontrato il suo grande amico Trump (da lui insignito di un premio speciale per la pace lo scorso dicembre, a suggello del sodalizio personale fortissimo) "per discutere lo stato dei preparativi" per la Coppa del Mondo quando mancano tre mesi al suo inizio, ricevendo assicurazioni che all'Iran sarà permesso di andare negli Stati Uniti per disputare il torneo. Permesso peraltro concesso solo a giocatori e staff, visto che nessun altro cittadino iraniano potrà seguire la nazionale, in seguito al divieto assoluto di ingresso sul suolo americano emanato da Trump con un ordine esecutivo lo scorso giugno (stesso discorso anche per Haiti).

L'assicurazione di Trump: nessun divieto alla partecipazione dell'Iran

"Questa sera ho incontrato il Presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, per discutere dello stato di avanzamento dei preparativi per l'imminente Coppa del Mondo FIFA e della crescente eccitazione in vista del calcio d'inizio, previsto tra soli 93 giorni – ha scritto Infantino sui social – Abbiamo parlato anche della situazione attuale in Iran e del fatto che la nazionale iraniana si è qualificata per partecipare alla Coppa del Mondo FIFA 2026. Durante le discussioni, il presidente Trump ha ribadito che la nazionale iraniana è ovviamente benvenuta a partecipare al torneo negli Stati Uniti".

"Abbiamo tutti bisogno di un evento come la Coppa del Mondo FIFA per unire le persone ora più che mai, e ringrazio sinceramente il Presidente degli Stati Uniti per il suo sostegno, poiché dimostra ancora una volta che il calcio unisce il mondo", ha concluso il boss del calcio mondiale.

Ma bisogna vedere cosa ne pensa l'Iran, che è sotto le bombe americane

Il punto non detto da Infantino è ovviamente che è tutto da vedere se l'Iran, ferocemente attaccato dagli Stati Uniti, deciderà di partecipare ai Mondiali proprio in casa dell'acerrimo nemico.

Poco dopo l'inizio della guerra, alcuni funzionari iraniani avevano affermato che la partecipazione del loro Paese era in dubbio, né potrebbe pensare diversamente qualsiasi persona di buon senso. Almeno in questo momento, visto che tutti auspicano che le ostilità finiscano nel più breve tempo possibile, cambiando anche gli scenari relativi alla Coppa del Mondo. Tra l'altro l'Iran dovrebbe giocare tutte e tre le sue partite del girone proprio negli Stati Uniti: a Inglewood, in California, contro la Nuova Zelanda il 15 giugno e il Belgio il 21 giugno, infine contro l'Egitto a Seattle il 26 giugno.

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