Maurizio Sarri nel post-partita di Milan-Juventus prova a fare quello che non gli è riuscito in campo, sul punteggio di 0-2: tenere la squadra unita e compatta, concentrata sull'obiettivo, che resta vicino nonostante la pesante sconfitta di San Siro. Nel post-partita, ai microfoni di DAZN, l'allenatore toscano analizza la prestazione contro il Milan guardando più al bicchiere mezzo pieno, che alla metà vuota.

"Abbiamo fatto sessanta minuti di livello mondiale ed eravamo in pieno controllo della partita. Poi è arrivato il blackout, ma non ci dobbiamo pensare troppo perché abbiamo altri impegni. È successo ad altre squadre in questo periodo, non è il caso di farci domande o processi".

Un concetto su cui Sarri torna, incalzato sulle sconfitte più significative di questa stagione. Momenti non paragonabili, secondo l'allenatore della Juve, perché diverso il momento della squadra, che nelle ultime settimane – e in parte anche a San Siro – si è espressa su buoni livelli di gioco.

"Abbiamo fatto delle partite brutte e le abbiamo perse giustamente. Stasera abbiamo fatto bene. Questi blackout sono successi anche ad altre squadre, succedono perché questo è un momento difficile con questi impegni ravvicinati, a temperature altissimi. Farsi dei processi addosso ci potrebbe far perdere quello che abbiamo conquistato negli ultimi tempi. Non ne vale la pena. Il momento è diverso rispetto a Verona o Napoli. Pensiamo alla prossima".

Il rischio, dopo la sconfitta della Lazio, era che la Juve potesse sentirsi appagata. Una circostanza che per Sarri non si è verificata né all'inizio, né dopo il raddoppio di Cristiano Ronaldo che sembrava aver chiuso definitivamente l'incontro.

"La squadra era applicata e attenta. Non mi sembra ci sia stato un rilassamento dopo il 2-0, mi sembra sia avvenuto dopo il rigore".