Trattenere Lautaro Martinez non dipende solo dall'Inter. Chiesa costa troppo così come Zaniolo. Tonali è più abbordabile. La cessione di Icardi è stato un ottimo affare in relazione al periodo. L'ad Giuseppe Marotta traccia la linea di mercato del club a cominciare dalla questione più spinosa al momento: la corte serrata del Barcellona per l'attaccante argentino. La posizione dei nerazzurri è chiara: non si fanno sconti, chi vuole il calciatore deve onorare l'intero importo della clausola che scatta a luglio (111 milioni di euro, fino al 7/7). Dalla Catalogna hanno proposto offerte composite – soldi e contropartite tecniche – che finora non hanno breccia nella volontà della società di non privarsi di uno dei pezzi pregiati. Il rischio che il "toro" vada via però c'è.

Non c’è la volontà della proprietà di vendere Lautaro – ha ammesso Marotta nell'intervista alla Gazzetta dello Sport-. È giovane, ha il futuro dalla sua ed è un elemento funzionale per Conte. Io spero che il Barcellona non paghi la clausola. Se parte Lautaro, arriverà un top player.

Timo Werner – uno dei nomi in agenda – va al Chelsea. Poi c'è la suggestione Cavani, sia per le qualità del Matador sia per la possibilità d'ingaggiarlo a parametro zero Marotta non si sbilancia sui profili seguiti per l'attacco e chiarisce come il fattore economico, almeno per quanto riguarda l'uruguagio, sia dirimente.

Cavani è una delle opportunità ma non abbiamo approfondito la questione… in questo momento è piuttosto lontano dall’Inter. Chiesa? La Fiorentina chiede anche di più di 70 milioni. Così come elevatissimi i costi per Zaniolo. Tonali è più abbordabile, un’operazione che si può costruire in maniera migliore. Ed è un ragazzo che è ancora in fase di crescita. Quanto a Nainggolan, non abbiamo alcuna intenzione di svenderlo.

Ultimo riferimento alla cessione di Mauro Icardi, operazione che si è conclusa a cifre inferiori (50 milioni più bonus) rispetto alla somma inizialmente prevista (70 milioni) per il diritto di riscatto da parte del Psg.

Cinquanta milioni più bonus sono pochi? Le operazioni di mercato vanno contestualizzate – ha concluso Marotta -. Questa è stata definita in un periodo difficile, dal punto di vista finanziario.