C'era una volta la Juventus di Antonio Conte. Oggi tecnico dell'Inter, l'allenatore salentino, al suo arrivo sulla panchina dei bianconeri nell'estate del 2011, ebbe subito chiara la situazione di come avrebbe schierato la sua squadra. Modulo 4-3-3 al massimo 4-4-2 con inserimento costante degli esterni. Una condizione che nelle prime 11 giornate di campionato l'ha visto conquistare ben 25 punti. Un dato positivo che però ha visto la partita di Napoli, del 29 novembre 2011 al ‘San Paolo', cambiare per sempre il suo modo di concepire il calcio dopo il 3-3 finale. Già, perchè fu proprio in quell'occasione che Conte decise di sperimentare un 3-4-1-2 di base che però era un autentico 3-5-2. La svolta? Arrivò grazie a Marcelo Estigarribia.

L'esterno sinistro paraguaiano che in quella partita fu schierato a sorpresa titolare largo lungo l'out mancino al posto di Pepe che si era accentrato sulla mediana vista l'assenza di Marchisio, nel folto centrocampo bianconero. Una gara disastrosa per entrambi nel primo tempo per poi rivelarsi invece un autentico capolavoro di Conte nella ripresa dato che Estgarribia fu utilizzato come freccia lungo la fascia e Pepe autorizzato a sganciarsi dalla mediana e andare in verticale verso la porta. Praticamente il gioco di Conte che oggi apprezziamo tutti nella sua Inter e che proprio grazie all'estro di Estigarribia in quella notte, ha aperto gli occhi a Conte sul suo possibile gioco futuro.

Conte, il 3-5-2 di Napoli nel 2011 la sua svolta tattica

Il crocevia della carriera di Antonio Conte. Già, perché in quel passaggio al 3-5-2 in una fredda notte al ‘San Paolo', l'attuale tecnico dell'Inter capì come fosse molto più imprevedibile e divertente questo modulo rispetto ad un 4-3-3 che poteva essere facilmente arginato. Fondamentale fu anche il fatto di volersi mettere a specchio contro il Napoli che con Mazzarri in panchina giocava proprio con lo stesso modulo, ma principalmente la mancanza di giocatori, Marchisio nello specifico, lo portò a fare questa scelta drastica con Vidal a fare da scudo in mediana. Proprio ciò che potrebbe verificarsi oggi all'Inter.

Una scelta importante che di per sé ha visto proprio in Marcelo Estigarribia l'uomo della svolta, che ha fatto cambiare idea a Conte. Nonostante non fosse un eccellente giocatore, la sua corsa, la dinamicità e la facilità con cui riusciva ad inserirsi nella difesa avversaria con tagli continui, potrò Conte a vedere in quel ragazzo paraguaiano, arrivato a Torino quasi per caso ma dotato di grande volontà e sacrificio, il simbolo della sua svolta tattica da allenatore.

Che fine ha fatto Estgarribia

Oggi Estigarribia, dopo diverse altre esperienze vissute in Serie A dalla Sampdoria al Chievo Verona fino all'Atalanta è stato protagonista di un lungo girovagare nel mondo tra gli uruguaiani del Deportivo Maldonado, Cerro Poreteno (Paraguay) e Chiapas (Messico). Oggi è ritornato nel Maldonado a 33 anni.