L’Italia rischia di perdere Samuele Inacio dopo averlo convocato per non schierarlo mai
Quattro partite con la Nazionale italiana, zero minuti in campo. Samuele Inacio era stato convocato da Roberto Mancini per le gare di Nations League contro Belgio, Turchia, Francia e ancora Turchia, ma le ha concluse tutte senza giocare. L'ultima occasione è sfumata lunedì sera a Bologna: all'83', con gli Azzurri avanti 2-1 e ancora una sostituzione a disposizione, il CT ha mandato in campo Frattesi al posto di Vergara. Era il quinto cambio. Per il talento del Borussia Dortmund non c'era quindi più spazio.
La conseguenza va oltre le scelte tecniche del CT. L'Italia non ha ancora legato Inacio alla propria Nazionale e il Brasile, che ha già contattato più volte la famiglia, può ancora portarlo via agli Azzurri. La convocazione e quattro partite trascorse in panchina non hanno infatti modificato la sua posizione per la FIFA: per farlo servono minuti effettivamente giocati.
Il classe 2008 ha scelto l'Italia e suo padre, l'ex calciatore Inacio Pià, lo ha ribadito proprio alla vigilia dell'ultima partita contro la Turchia. Questo rende oggi il rischio soprattutto regolamentare, non la conseguenza di un ripensamento del ragazzo. Ma c'è anche un altro elemento da chiarire: nemmeno qualche minuto giocato in Nations League lo avrebbe reso definitivamente indisponibile per il Brasile.
Perché il Brasile può ancora portare Inacio via all'Italia
Inacio ha già esordito con la Nazionale maggiore italiana. È successo il 3 giugno scorso nell'amichevole vinta 1-0 contro il Lussemburgo, quando Silvio Baldini lo mandò in campo al 90′ al posto di Luca Koleosho. Quella partita, però, non era una gara ufficiale e quindi non basta da sola a impedirgli di rappresentare in futuro un'altra Nazionale.
Il Brasile non si è limitato a seguirlo. Il padre del giocatore ha infatti raccontato che la Federazione brasiliana ha contattato più volte la famiglia, prima del Mondiale Under 17 e successivamente anche per l'Under 20 e le qualificazioni olimpiche. Inacio ha sempre risposto scegliendo gli Azzurri: è nato e cresciuto a Bergamo e considera l'Italia la propria Nazionale.
Questa volontà, però, non ha ancora chiuso la questione dal punto di vista delle norme FIFA. Il classe 2008 ha disputato competizioni ufficiali con le selezioni giovanili italiane e un eventuale passaggio al Brasile richiederebbe quindi la procedura di cambio di Federazione. I requisiti per poterla chiedere, allo stato attuale, restano però compatibili con la sua situazione.
Cosa sarebbe cambiato se Inacio avesse giocato in Nations League
Bastavano pochi secondi in campo a Bologna per cambiare sensibilmente la situazione, ma non per rendere Inacio definitivamente indisponibile per il Brasile.
La Nations League è una competizione ufficiale e una presenza contro la Turchia avrebbe quindi legato il diciottenne all'Italia. Il Brasile non avrebbe potuto convocarlo immediatamente e utilizzarlo con la propria Nazionale.
Il regolamento FIFA prevede però un'eccezione per i calciatori che possiedono i requisiti per rappresentare due Federazioni. Anche dopo aver disputato una partita ufficiale con una Nazionale maggiore possono chiedere successivamente di cambiarla, purché vengano rispettate contemporaneamente alcune condizioni.
Il giocatore deve aver posseduto già la seconda nazionalità quando ha disputato la prima gara ufficiale con la prima Federazione, deve avere giocato l'ultima partita ufficiale prima dei 21 anni e non deve aver superato le tre presenze complessive con la Nazionale maggiore, contando anche le amichevoli.
Inoltre devono trascorrere almeno tre anni dall'ultima partita disputata con la prima Nazionale e il calciatore non deve essere mai sceso in campo nella fase finale di un Mondiale o della principale competizione continentale, quindi nel caso dell'Italia un Europeo.
Per questo pochi minuti contro la Turchia avrebbero soprattutto rinviato il problema: un eventuale passaggio al Brasile sarebbe diventato possibile solo dopo almeno tre anni senza ulteriori presenze in azzurro e nel rispetto di tutti gli altri requisiti.
Quante partite servono all'Italia per blindare Inacio dal Brasile
C'è poi un numero che diventa fondamentale nella vicenda: il tre. Le norme FIFA consentono difatti il cambio di Federazione in questa particolare situazione soltanto a chi abbia disputato non più di tre partite a livello A, comprese quelle non ufficiali.
Inacio ne ha già una: l'amichevole contro il Lussemburgo. Questo significa che un eventuale debutto ufficiale con l'Italia sarebbe la sua seconda presenza con la Nazionale maggiore. Anche una terza lo manterrebbe, rispettando le altre condizioni previste dal regolamento, all'interno della fattispecie che permette di chiedere in futuro il cambio di Federazione. Con una quarta presenza nella Nazionale maggiore, invece, verrebbe superata la soglia prevista da questa eccezione FIFA.
C'è poi anche un altro modo per chiudere quella possibilità: utilizzare Inacio nella fase finale di un Europeo o di un Mondiale, competizioni che il regolamento esclude espressamente dai casi nei quali può essere concesso successivamente il cambio di Federazione.
Per ora siamo molto lontani da entrambi gli scenari. Dopo le quattro partite di Nations League contro Belgio, Turchia, Francia e ancora Turchia, il conteggio di Inacio con la Nazionale maggiore è rimasto fermo a quella sola presenza in amichevole dello scorso giugno.
Il Brasile resta quindi ancora in gioco. Non significa che il diciottenne abbia cambiato idea, ma semplicemente che la scelta fatta dal ragazzo non è ancora diventata irreversibile secondo le regole FIFA.
La prossima occasione arriverà a novembre, quando l'Italia tornerà in campo in Nations League contro Belgio e Francia. Mancini ha già spiegato che Inacio avrà le sue possibilità e che sarà importante per la Nazionale. Fino a quando quelle possibilità non diventeranno minuti effettivamente giocati, però, il Brasile continuerà ad avere una strada aperta.