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30 Marzo 2022
20:53

L’Iran viola le regole FIFA e rischia l’esclusione dai Mondiali: come funziona il ripescaggio

Il veto d’ingresso allo stadio e le violenze degli agenti sulle donne che avevano acquistato il biglietto per assistere alla partita di qualificazione dell’Iran ha fatto scoppiare il caso: il Paese asiatico rischia di essere escluso ed espulso dalla Fifa per violazioni dello Statuto normativo. Per l’Italia c’è davvero una timida speranza di ripescaggio? Cosa dice il regolamento.
A cura di Maurizio De Santis
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Il presidente della Fifa, Gianni Infantino. Sul tavolo della Federazione internazionale è arrivato il caso dell’Iran che rischia l’esclusione dai Mondiali di Qatar 2022.
Il presidente della Fifa, Gianni Infantino. Sul tavolo della Federazione internazionale è arrivato il caso dell’Iran che rischia l’esclusione dai Mondiali di Qatar 2022.

Le immagini e la narrazione dei fatti che arrivano da Mashhad scuotono i vertici del calcio internazionale, sono sul tavolo della Fifa e alimentano la possibilità che la Federazione escluda l'Iran da Qatar 2022. Non è un bieco tentativo di trovare il pelo nell'uovo e lanciare un salvagente all'Italia anche perché – come da regolamento – non è detto che in caso di ripescaggio sia proprio la Nazionale Azzurra a beneficiarne. Non è detto nemmeno che la stessa Fifa assuma con certezza un provvedimento punitivo, afflittivo e d'interdizione così severo: motivato da gravi violazioni dello Statuto in materia di diritti umani e condanna di ogni forma di discriminazione (articoli 3 e 4 con relativi commi), avrebbe un valore storico, considerata la portata della decisione.

E finora, salvo ammonizioni e richiami molto severi, eventi del genere sono rimasti ai margini dall'ambito di neutralità della Fifa "in materia di politica e religione". Un passaggio chiave che chiarisce come la vicenda sia di sottile interpretazione: prima di arrivare a un verdetto sanzionatorio, perché la Federazione faccia "eccezione" rispetto alla propria terzietà e sospenda un Ente associato, è necessario che si trovi di fronte a trasgressioni oggettive, palesi e acclarate nella loro gravità delle norme statutarie.

Valutazioni a corredo di un'analisi approfondita dei fatti, di materiale probatorio che sia inconfutabile sulla base di quanto indicato dall'articolo 4 in materia di Non discriminazione, uguaglianza e neutralità ai commi 1 e 2:

  • 1. Discriminazione di qualsiasi tipo nei confronti di un paese, di un privato o di un gruppo di persone per motivi di razza, colore della pelle, origine etnica, nazionale o sociale, genere, disabilità, lingua, religione, opinione politica o qualsiasi altra opinione, ricchezza, nascita o altro stato, orientamento sessuale o qualsiasi altro motivo è severamente vietato e punibile con la sospensione o l'espulsione.
  • 2. La FIFA rimane neutrale in materia di politica e religione. Possono essere previste eccezioni per quanto riguarda le questioni interessate dagli obiettivi statutari della FIFA.

Ecco perché la questione va oltre il semplice recinto del proprio orticello sportivo, traccia solco normativo e contorni degli aspetti etici che il Governo del calcio mondiale ritiene valori fondanti. Quella stessa salvaguardia dei valori messa in discussione da forti polemiche scaturite proprio dall'assegnazione al Qatar dei Mondiali, dalle obiezioni sollevate da Amnesty International sui diritti dei lavoratori e, più in generale, sul rispetto dei diritti umani.

Cosa è successo in Iran e perché rischia l'esclusione dai Mondiali

Tutto nasce dai video pubblicati sui social e rimbalzati da un capo all'altro del mondo in un clic. La scena era surreale: all'interno dell'impianto Imam Reza Stadium le squadre erano in campo, all'esterno c'era l'inferno. A Mashhad nella città a nord-est del Paese, in quella porzione di territorio dove l'estremismo religioso è endemico nel potere politico, è stato impedito l'accesso allo stadio a duemila donne che avevano acquistato il biglietto per assistere alla partita di qualificazione ai Mondiali contro il Libano. Sono state respinte dinanzi ai cancelli e, quando hanno protestato, allontanate con l'uso della forza.

L'azione di repressione degli agenti è stata violenta: come testimoniato dai filmati diffusi da @openStadiums – hanno utilizzato anche spray al peperoncino per disperdere la folla. La sequenza mostra molte donne in lacrime, che respirano a fatica, alcune anche inginocchiate, con la testa raccolta tra le mani: è la conseguenza delle sostanze urticanti spruzzate su di loro.

Il Governatore, Mohsen Davari, si è scusato per l'accaduto. Anche il Presidente iraniano, Ebrahim Raisi, è intervenuto sulla vicenda e ha chiesto al ministero degli Interni di aprire un'indagine. Minky Worden, direttrice delle iniziative globali di Human Rights Watch, ha pubblicato un messaggio su twitter che suona come una chiamata in causa diretta della Federazione ("deve agire ora per far rispettare le proprie regole") e cita la violazione dello Statuto per l'esclusione dell'Iran dalla Coppa del Mondo.

Parole (suffragate da prove documentali) che sono un campanello d'allarme per Mehrdad Seraji, membro del consiglio di amministrazione della Federcalcio iraniana IRIFF (ne parla il giornale Frankfurter Allgemeine). "Ci sono notizie inquietanti sulle decisioni della FIFA e dell'AFC (Asian Football Association) – ha ammesso in un post editato sui social nel quale sembra voler mettere le mani avanti rispetto alle conseguenze più gravi -. In caso di esclusione dalla Coppa del Mondo, sono responsabili coloro che hanno aperto la strada agli "amari eventi di Mashhad".

In Iran gli stadi di calcio sono stati considerati luoghi inaccessibili alle donne a partire dalla rivoluzione islamica nel 1979. Sotto pressione della Fifa, da due anni un numero limitato di appassionate di calcio può entrare negli impianti per assistere a partite di calcio internazionali ma con delle limitazioni. Nel 2019, in occasione del match tra Iran e Cambogia a Teheran, ci fu la svolta storica: dopo 40 anni venne consentito l'accesso alle donne ma solo in una tribuna appositamente schermata. Un evento salutato con soddisfazione dalla Fifa che aveva anche chiesto non ci fossero ostracismi anche per le qualificazioni ai Mondiali.

L'ipotesi ripescaggio di una Nazionale ai Mondiali in Qatar

A Mashhad è successo qualcos'altro ed è forte il sospetto che le autorità religiose siano intervenute direttamente a imporre il divieto. Una situazione che, se confermata, avrebbe un effetto devastante portando alla sospensione/espulsione della Federazione (articoli 16 e 17) e alla successiva esclusione dell'Iran da ogni competizione sotto l'egida della Fifa con un'ulteriore aggravante: l'interferenza della politica e delle istituzioni negli organi di governo calcistici delle associazioni (è il caso/precedente di Kenya e Zimbabwe, che persero i diritti associativi definiti nell'articolo 13). Un provvedimento che porterebbe alla soluzione estrema: il ripescaggio di una Nazionale non qualificata per la Coppa del Mondo.

L'Italia può essere ripescata ai Mondiali in Qatar?

Ragioniamo per assurdo. Immaginiamo di trovarci dinanzi all'esclusione dell'Iran, quale nazionale verrà ripescata al suo posto? Il regolamento preliminare Fifa dei Mondiali 2022 all'articolo 6 cita il caso della "sostituzione" susseguente a ritiro o esclusione dalla competizione e spiega che la stessa Federazione "deciderà sulla questione a sua esclusiva discrezione e intraprenderà qualsiasi azione si ritenga necessario". Non c'è quindi un criterio prestabilito che dà adito a meccanismi automatici per scegliere la nazionale eventualmente ripescata per colmare il posto vacante. E non è affatto certo che sia l'Italia la selezione fortunata anche se Campione Europeo in carica ed è tra le prime dieci nella speciale classifica del Ranking Fifa.

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