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L’ex arbitro Rosario Lo Bello: “Il calcio ha 17 regole, con Franco Baresi valeva la numero 18”

L’x arbitro Rosario Lo Bello racconta un calcio di altri tempi, in cui applicava la fantomatica regola 18, che non esiste: era per campioni come Michel Platini e Franco Baresi.
A cura di Paolo Fiorenza
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Rosario Lo Bello è stato uno degli arbitri italiani più noti degli anni '80: inizialmente "figlio" del mitico Concetto, Rosario si è poi fatto valere con le sue direzioni in campo. Il fischietto siciliano esordì in Serie A nel 1975 a 30 anni, poi divenne internazionale nel 1983, chiudendo la carriera nel 1992. Era un calcio profondamente diverso da quello attuale, non solo per i ritmi delle partite ma anche per il rapporto diverso tra arbitri e calciatori. Grande era il rispetto dei giocatori, soprattutto da parte dei campioni, il cui livello di proteste non era minimamente paragonabile a quello sguaiato attuale.

Rosario Lo Bello con Lev Yashin, unico portiere a vincere il Pallone d’Oro
Rosario Lo Bello con Lev Yashin, unico portiere a vincere il Pallone d’Oro

Lo Bello ha parole molto belle per alcuni di loro, ricordando come lui applicasse in partita la regola 18 del gioco del calcio. Che non esiste, ma veniva comunque insegnata. L'ex arbitro ne parla a proposito di Michel Platini e Franco Baresi, personaggi carismatici oltre che grandissimi giocatori di quell'epoca, simboli di Juventus e Milan.

Rosario Lo Bello spiega cos'era la regola 18, che non esiste: era per campioni come Platini e Baresi

"Platini era un fuoriclasse. Aveva quel sorriso sornione con cui prendeva in giro tutti. A volte non ci trovavamo d'accordo, però di fronte a tanta classe applicavo la regola 18 – racconta a ‘La Stampa' Lo Bello, che poi cita la medesima regola non scritta anche a proposito di Franco Baresi, di cui si ricorda l'iconico braccio spesso alzato a chiedere il fuorigioco dopo che la linea difensiva altissima del Milan di Sacchi era salita quasi a centrocampo – Il suo braccio alzato? Lo faceva lui, non lo possono imitare tutti. Nei suoi confronti vale l'articolo 18".

Lo Bello Jr con Dino Zoff in occasione di un match della Juventus
Lo Bello Jr con Dino Zoff in occasione di un match della Juventus

Ma che cosa mai dice questo fantomatico articolo 18 che non si può trovare scritto in nessun regolamento? "Al corso per arbitri ti insegnano subito che il calcio ha 17 regole, ma a volte bisogna adottare la 18sima, quella del buon senso – spiega Rosario Lo Bello – Senza infrangere il regolamento e senza togliere o aggiungere nulla, per carità. È una norma che andrebbe trasferita nella vita quotidiana".

Di Lo Bello si ricorda soprattutto il suo arbitraggio con tre giocatori del Milan espulsi in una ‘Fatal Verona' del campionato 1989/90: i rossoneri uscirono battuti dal Bentegodi e persero la volata per il titolo col Napoli di Maradona. Ma Lo Bello eccepisce quando si definisce quel match la sua partita "più brutta": "Ma perché? Lei che avrebbe fatto a un giocatore come Van Basten che si toglie la maglia e la getta a terra per un fallo a centrocampo? E a Rijkaard che mi dà della gran testa di… e mi sputa? E a Costacurta che dice al guardalinee ‘siete tutti disonesti'? Non potevo fare finta di nulla".

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