Diego Armando Maradona è morto a 60 anni. Nella giornata di mercoledì ha avuto un attacco cardiaco, che gli è stato fatale. Il mondo, non solo quello del calcio, si è intristito per la scomparsa di questo grande campione che era amato da tutti, pure da chi non tifava per il Napoli o l'Argentina, le squadre con cui ha dato il meglio. L'argentino poche settimane fa era uscito dall'ospedale dopo un'operazione al cervello e stava effettuando la sua riabilitazione in una villa a Tigre, non lontano da Buenos Aires. Questa decisione ha creato discussione e per questo ha polemizzato il dottor Alfredo Cahe, che è stato a lungo il medico di Maradona, lo ha accompagnato in momenti delicati, come quando il Pibe andò a Cuba. Cahe ha attaccato senza mezzi i termini coloro che lo hanno seguito in questi mesi e in particolare in questi ultimi giorni: “Non è stato adeguatamente curato. Sarebbe dovuto restare in ospedale, non in una casa che non era stata preparata".

Maradona è stato curato male

Secondo Cahe Maradona sarebbe tornato a casa nonostante i medici della Clinica Olivos gli avessero raccomandato il ricovero in una struttura di riabilitazione. Ma la famiglia ha accettato la richiesta del campione e lo ha trasferito in una nuova casa, dov'è stato seguito da un equipe medica specializzata che lo monitorava ventiquattrore su ventiquattro. Cahe ha ricordato la sua lunga amicizia con l'ex numero 10 e soprattutto dice di avere tanti dubbi sulle cure a cui era stato sottoposto Diego. Cahe ha anche raccontato dei loro ultimi incontri:

Dormiva profondamente le due volte che sono andato da lui, a causa dei farmaci psichiatrici e mi è sembrato logico lasciarlo dormire e aspettare l'evoluzione. Per me sarebbe dovuto rimanere non solo in quella clinica ma anche in un luogo isolato, gli serviva un'infrastruttura diversa, come quando lo abbiamo portato a Cuba, cosa che tutti protestavano ma hanno fatto le cose molto bene. Avrebbe dovuto avere sempre un medico nella sua stanza. L'autopsia chiarirà le cose. Secondo me è stato curato male.