Lautaro rivendica la sua fedeltà all’Inter e lancia una frecciata agli ex compagni: “Non potevo abbandonare la nave”

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In un’intervista ai canali ufficiali della Federazione argentina, l’attaccante ha raccontato un retroscena accaduto nello spogliatoio dell’Inter quattro anni fa.

Lautaro Martinez lo dice come lo direbbe all'interno dello spogliatoio, fuori dai denti. "C'erano tre o quattro compagni che avevano qualche fastidio e già pensavano al Mondiale. Io sono diverso". In un'intervista concessa ai canali ufficiali della Federazione argentina, l'attaccante racconta le strane sensazioni avute in quell'autunno della stagione 2022-2023 condizionata dall'edizione invernale della Coppa del Mondo. La narrazione torna indietro ad allora, quando lui aveva la caviglia gonfia per infortunio. Non riusciva a spingere, a essere decisivo come sempre. Ma non voleva arrendersi né dare l'impressione che stesse facendo due calcoli. E se da un lato c'era qualcuno che aveva alimentato il sospetto (meglio tirare un po' la gamba e preservarsi in campionato), dall'altro c'era il "Toro" che dava tutto se stesso. Anche se il Qatar era vicino. Anche se correva il serio rischio di farsi del male.

"Ma io sono fatto così. Sono fedele a chi mi apre le porte e mi tratta in maniera incredibile. E mi sento responsabile nei confronti del mio lavoro". Una vocina gli suggeriva di cautelarsi. Un'altra, quella della coscienza, era più insistente. "Quello che sentivo dentro mi diceva che non potevo abbandonare la nave. E quindi ho continuato a giocare".

Per indole, non è certo di quelli che fa calcoli o sconti a se stesso. Lautaro appartiene a quella categoria di calciatori che è lì, a combattere, fino all'ultimo respiro. Fino a quando l'arbitro non fischia la fine per davvero, tutto è ancora possibile. Non si molla di un centimetro, come spesso si sente sui campi di calcio e ha ribadito nell'excursus citando anche la delusione in finale ai Mondiali 2026 con la Spagna. Il filo conduttore dei ricordi è sempre lo stesso: dare tutto. Ed è tanto più significativo questo approccio alla professione oggi, che è fermo per un problema muscolare (tornerà in campo tra circa un mese).

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Chi erano quelli che giocavano al risparmio? Chi è tifoso dell'Inter, chi ne segue più di vicino le vicende sa quali possono essere i giocatori a cui ha fatto riferimento. Scovare chi c'era allora e oggi non c'è più (e adesso è lontano abbastanza dall'Italia), è esercizio lasciato alla curiosità dei singoli e alla conferma di chi già sapeva all'epoca cosa stava accadendo… L'argentino, però, non ha fatto nomi, ma fornito solo un orizzonte temporale dentro il quale andare a scavare. Non è così che vuole marcare la distanza tra sé e chi vuole tenere fuori dal racconto. E quella differenza la rivendica, Perché per lui dare tutto per la maglia che indossa è ancora una questione di fedeltà e di rispetto.

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