L’assurdo autogol del portiere, manda il pallone a un’altezza cosmica: e la Chapecoense retrocede

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Il portiere della Chapecoense Anderson è stato protagonista di un autogol surreale, davvero mai visto, decisivo per la sconfitta che ha condannato la squadra biancoverde alla retrocessione dal Brasileirao.

Anderson Silva da Paixao ha elevato il concetto di autogol del portiere a nuove altezze, e non solo dal punto di vista metaforico. Un'autorete come quella dell'estremo difensore della Chapecoense davvero non si era mai vista, col pallone respinto in direzione perfettamente verticale, a impennarsi sempre più in alto, fino a raggiungere un'altezza cosmica. Il grosso problema per Anderson è stato la legge di gravità formulata da Isaac Newton: il pianeta Terra ha esercitato un'attrazione non eludibile e la sfera è ricaduta perpendicolarmente finendo in porta. Un episodio decisivo per condannare matematicamente la Chape alla retrocessione nella seconda serie brasiliana.

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Il 28enne portiere Anderson è alla prima stagione nella Chapecoense

La squadra biancoverde ospitava il Mirassol all'Arena Condá avendo già l'acqua alla gola: la sconfitta casalinga per 2-1 ha sancito l'addio al Brasileirao con cinque partite ancora da giocare. La Chapecoense è infatti rimasta in ultima posizione a 21 punti in 33 partite (con sole 4 vittorie all'attivo): anche vincendole tutte e portandosi a 36 punti, non potrebbe artigliare la zona salvezza.

L'esito disastroso dell'ultima gara è stato la sintesi di una stagione davvero povera sotto tutti i punti di vista: con il peggior attacco e la peggior difesa impossibile salvare la categoria. La Chape retrocede dunque a un solo anno dalla promozione, con una tempistica particolarmente pesante: il 29 novembre ricorre infatti il decimo anniversario della tragedia aerea del 2016 che provocò 71 morti facendo tabula rasa della squadra.

Contro il Mirassol, che naviga appena sopra la quota salvezza, la Chape era passata in vantaggio al 12′, poi ha incassato il pareggio su rigore nel recupero del primo tempo, subendo infine all'inizio della ripresa il surreale autogol provocato da Anderson. Shaylon ha fatto partire da fuori area una conclusione centrale abbastanza agevole da respingere e infatti il portiere lo ha fatto, ma ha rinviato il pallone molto in alto, 7-8 metri sopra la traversa, poi nel tentativo goffo di recuperarlo in caduta se lo è penosamente buttato in rete.

Ovviamente non è certo questo episodio ad aver condannato la Chapecoense, che sarebbe probabilmente retrocessa nel prossimo turno, ma l'improvvido – e anche un po' ridicolo – gesto di Anderson è stato il degno ‘cappello' messo alla stagione.

Adesso l'obiettivo è chiudere la stagione dignitosamente, mentre il club ha diffuso una nota ufficiale promettendo di fare di tutto per risalire al più presto: "La Chapecoense è molto più di un club di calcio. È parte dell'identità di una città, l'orgoglio di una regione e la vita di migliaia di persone che hanno imparato a celebrare, credere e ricominciare insieme al Verdao. RICOMINCIARE. Quante volte sarà necessario. Indossare questa maglia e portare questo stemma significa comprendere la grandezza della nostra storia e la responsabilità che rappresenta. Riconosciamo e condividiamo la frustrazione di una stagione che non ha corrisposto alle aspettative. Che non ci manchi mai l'umiltà di riconoscere gli errori, il coraggio di ricominciare e la determinazione di andare avanti".

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