A 19 anni impiegò pochi secondi per diventare un idolo dei tifosi dell'Arsenal. Al Casinò gli bastò un po' di tempo in più per spendere 400 mila sterline (circa 450 mila in euro) al gioco d'azzardo e rischiare la bancarotta. La vita di Nicklas Bendtner è stata sempre caratterizzata dalle discese ardite, col rischio di affogare in fondo al bicchiere, e dalle risalite, per le prodezze in campo. A Londra s'è guadagnato il soprannome di ‘The Lord' ma se credete sia un nomignolo cucitogli addosso per l'abbigliamento e i modi da baronetto vi sbagliate.

Genio e sregolatezza, prendere o lasciare, con me oppure contro di me, ti stendo o ti faccio gol. L'attaccante danese non ha mai amato le mezze misure. Lo ha raccontato nell'autobiografia dove non risparmia dettagli, nemmeno quelli di cui non si può andar fieri, nemmeno quelli che più scabrosi di cui vergognarsi. Perché dovrebbe? Un rammarico, però, c'è. Aver sprecato quel talento che lo avrebbe portato chissà dove. E oggi può essere di esempio ai ragazzi. Per la serie: questa è la mia storia, questo sono stato io… bene, adesso fate il contrario.

Sono troppo ubriaco per sedermi a un tavolo – ricorda nel suo libro, parlando di una di quelle notti da dimenticare in fretta, che ti lasciano mal di testa e bocca impastata, adrenalina, occhi sbarrati e stordimento -. Nei bagni barcollo e mi spruzzo un po' d'acqua sul viso.

Estate 2011, 3 del mattino. Bendtner ha 23 anni. Dovrebbe essere a casa, a riposare ma è ancora in giro a fare baldoria. Arriva al suo Casinò preferito e non resiste alla tentazione. Entra e, anche se visibilmente alticcio, decide di tentare la fortuna. In fondo la roulette è una cosa semplice… "rosso, nero, rosso, nero. Quanto può essere difficile?" dice a se stesso. Inizia a perdere e va sotto di brutto. All'alba aveva ridotto le sue perdite a 20 mila sterline ma quella notte non l'ha dimenticata.

Dopo 90 minuti ho perso 400.000 sterline. E io quei soldi non li avevo se non li avessi recuperati in qualche modo sarei finito nei guai. Allora capii che era troppo rischioso anche per me.

Un bicchiere di troppo e quella sensazione di onnipotenza che ti porta a sfidare il mondo, perfino la buona sorte. Quando metteva piede in una sala da gioco Bendtner si sentiva così: addosso aveva quell'adrenalina che solo l'emozione di un gol segnato contro i rivali di sempre dei Gunners avrebbe potuto regalargli. Aveva bisogno di sentirsi in quel modo, di lasciarsi coccolare e poi travolgere da quella forma di sballo con la quale riusciva a compensare tante cose… una in particolare.

Wedding time

A post shared by Nicklas Bendtner (@bendtner) on

Quando ero infortunato – ha spiegato l'ex punta dei Gunners – e non riuscivo a provare la stessa sensazione di quando ero in campo avevo bisogno del gioco. Ovviamente maggiore è il rischio, maggiore è l'adrenalina. Quindi scegli la posta in gioco alta.

Cos'era quell'adrenalina di cui parlava? Quando Bendtner ne parla, fa un viaggio a ritroso nel tempo e torna nel presente nel giro di un attimo. Ma gli basta per ripercorrere una delle più belle (e forse poche) esperienze della carriera. A 19 anni, entra dalla panchina, raccoglie un cross perfetto di Fabregas da calcio d'angolo e la mette dentro di testa contro il Tottenham. Fu una rete da record: mai nessun calciatore subentrato ha segnato in così breve tempo (un paio di secondi…). La prima rete in Premier League non poteva arrivare in modo migliore. Coraggio, Nicklas, il meglio è passato.