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Sinisa Mihajlovic morto a 53 anni di leucemia
16 Dicembre 2022
16:59

La lotta di Mihajlovic contro la malattia, un calvario lungo tre anni: “Vincerò la leucemia”

Il 13 luglio 2019 Sinina Mihajlovic annunciava pubblicamente la sua malattia: leucemia mieloide acuta. Una forma tumorale tra le più aggressive che ha combattuto per tre lunghi anni, fino al 16 dicembre 2022.
A cura di Alessio Pediglieri
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Sinisa Mihajlovic morto a 53 anni di leucemia

Il lunghissimo calvario di Sinisa Mihajlovic è iniziato più di tre anni fa, nell'estate 2019 quando gli venne diagnosticata la leucemia mieloide acuta, la malattia contro cui ha provato a resistere, combatte e vincere. E che alla fine se l'è portato via, il 16 dicembre 2022, a soli 53 anni. Ma la sua battaglia contro il tumore è stata anche fonte di ispirazione e insegnamento per molti, per il modo in cui Mihajlovic ha affrontato il male, sempre a testa alta, senza mai vergognarsi della propria situazione, continuando a dare lui per primo sostegno e parole di conforto ad altri malati, a chi soffre e fatica. Diventando un esempio assoluto ed entrando nei cuori di tutti, tifosi e non anche nel momento in cui le condizioni diventavano critiche.

La leucemia mieloide non gli ha lasciato tregua, malgrado le cure continue per contrastarla con cui Mihajlovic nel corso di questi ultimi tre anni ha imparato a convivere e affrontare, senza mai lamentarsi, senza mai arrendersi, provando fino all'ultimo a svolgere una vita regolare, personale e professionale. Fino allo scorso marzo, quando in una nuova nota clinica aveva annunciato che il tumore era ricomparso. Un tumore del sangue a sviluppo molto rapido che si origina nelle cellule staminali presenti nel midollo osseo ed è considerato estremamente aggressivo. Eppure,  in un paio di occasioni, Mihajlovic era riuscito a sorprendere tutti, mostrando confortanti progressi, non lasciandosi mai trasportare alla deriva da un destino avverso.

Sinisa Mihajlovic di rientro in panchina, subito dopo le prime cure chemioterapiche, nell’agosto 2019
Sinisa Mihajlovic di rientro in panchina, subito dopo le prime cure chemioterapiche, nell’agosto 2019

Il triste confronto con la malattia  era iniziato il 13 luglio 2019 quando, mentre era alla guida del Bologna dove era rientrato nel gennaio dello stesso anno, in conferenza stampa Sinisa Mihajlovic aveva annunciato di avere contratto una forma di leucemia mieloide acuta e di dover iniziare subito le cure. Dichiarazioni che scossero il mondo dl calcio e non solo: con le lacrime agli occhi e la moglie Arianna in prima fila MIhajlovic diede subito dimostrazione di chi fosse, un guerriero: "Ho trascorso due giorni a piangere… ma adesso basta. Rispetto la malattia, la guarderò negli occhi e alla fine vincerò anche questa sfida. Prima comincio e prima finisco. Ci vorrà tempo, ma guarirò. Affronterò la malattia come voglio che i miei giocatori affrontino le partite, ovvero aggredire per andare a segnare, non aspettare per vedere".

Poche ore dopo viene ricoverato all’Istituto di ematologia dell’ospedale Sant’Orsola, ricevendo subito la visita dell'eterno amico ai tempi della Sampdoria prima e della Lazio poi, Roberto Mancini ct della nazionale. I tifosi del Bologna contemporaneamente organizzano un pellegrinaggio a San Luca insieme alla moglie Arianna, mentre Mihajlovic inizia il primo ciclo di chemioterapia. Un primo periodo di cure intenso ma che affronta con il temperamento di sempre, senza mai dare spettacolarità al proprio dolore. nel rispetto degli altri che soffrono. Così, al Sant'Orsola, Mihajlovic chiede e ottiene di essere registrato sotto falso nome, per evitare curiosi e stampa inopportuni: sarà un signore di 69 anni, di nome Cgikjltf Drnovs, senza fissa dimora: "ironico" dirà successivamente nel raccontare l'aneddoto "per uno che spesso negli stadi dai tifosi avversari veniva etichettato come uno zingaro di m…".

Il calore verso Sinisa, ritornato ad allenare il Bologna, da parte deisuoi ex tifosi della Sampdoria
Il calore verso Sinisa, ritornato ad allenare il Bologna, da parte deisuoi ex tifosi della Sampdoria

44 giorni più tardi dall'inizio del primo ciclo chemioterapico, i risultati sembrano arrivare e dare una speranza: Sinisa Mihajlovic fa il suo ritorno ufficiale in panchina, con il Bologna impegnato a Verona, sorprendendo tutti, in un momento indimenticabile. Lo stesso Mihajlovic ricorderà più avanti quei momenti di pura felicità: "Pesavo 75 chili, ero immunodepresso e ho anche rischiato di cadere davanti a tutti. Non mi riconoscevo nemmeno io in tv, ma non dovevo vergognarmi della malattia. Ho voluto dare un messaggio di forza a tutti". Un messaggio immenso, perché da quel momento si parlerà della malattia di Mihajlovic e lo si farà seguendo il suo esempio, dando forza e coraggio a tutti, informando sull'evoluzione delle sue condizioni fisiche.

Così, si arriva ad ottobre 2019, quando Sinisa Mihajlovic deve ancora rinunciare a presentarsi ai suoi giocatori per gli allenamenti e per le partite di campionato. È uno dei momenti più cruciali della lotta alla leucemia, viene sottoposto al trapianto del midollo osseo, altra tappa fondamentale per provare ad arrestare il tumore. Nell'inverno 2019 arriva  un nuovo comunicato dal Policlinico Sant'Orsola di Bologna: "Sinisa Mihajlovic è stato dimesso oggi, 22 novembre 2019, dall’Istituto di Ematologia Seragnoli, dopo essere stato sottoposto a trapianto di midollo osseo da donatore non familiare lo scorso 29 ottobre. Le condizioni generali del paziente e gli esami ematologici sono soddisfacenti".

Mihajlovic sorridente, il suo rientro in campo nel 2020 aveva fatto ben sperare sul superamento definitivo della malattia
Mihajlovic sorridente, il suo rientro in campo nel 2020 aveva fatto ben sperare sul superamento definitivo della malattia

Nuova linfa di speranza, con Mihajlovic che ritorna all'affetto dei suoi cari e riabbraccia il mondo del calcio, e di Bologna in particolare, che mai l'hanno abbandonato: "Senza mia moglie e i miei figli non ce l'avrei mai fatta. Le devo tutto" scrisse nei riguardi della moglie Arianna, non dimentando di dare un messaggio fortissimo a tutti gli altri malati. Il tutto mentre si profilava un altro ostacolo da superare, il Covid: nell'estate del 2020, mentre era sempre debilitato dalle cure chemioterapiche, gli fu diagnosticata la positività al Coronavirus. Resterà per lo più asintomatico, grazie alla capacità di reazione di un sistema immunitario che era riuscito a ricostruirsi sufficientemente per superare l'ennesima avversità.

Con i campionati fermi,  Mihajlovic ha la possibilità di tornare a concentrarsi nuovamente sulle proprie condizioni di salute e lo farà continuando le cure e i cicli chemioterapici che gli permetteranno di ritornare successivamente ad allenare la squadra e a seguirla, anche se a intermittenza e in evidenti difficoltà fisiche. Ma ogni volta che lo staff medico gli darà l'ok, Mihajlovic mai farà un passo indietro nel tentativo di darsi una vita il più possibile regolare, cadenzata dalla quotidianità dei suoi impegni.

Una delle ultime apparizioni di Mihajlovic, lo scorso settembre in occasione della gara contro lo Spezia
Una delle ultime apparizioni di Mihajlovic, lo scorso settembre in occasione della gara contro lo Spezia

Lo scorso marzo, però, l'ultima terribile notizia: la leucemia è ritornata ancora e in modo che appare anche più aggressivo: è il 26 marzo 2022 e ancora una volta, guardando il mondo negli occhi in conferenza stampa, Sinisa Mihajlovic comunica la necessità di doversi assentare per tornare alle cure: "A inizio aprile sarò ricoverato, seguirò la squadra dall'ospedale e so che non mi deluderanno. Questa malattia è molto coraggiosa se ha scelto di tornare ad affrontarmi, ma se non le è bastata la prima lezione gliene daremo un'altra. Questa volta è un po' diverso, so già cosa devo fare e cosa dovrò affrontare".

L'epilogo di una via crucis costante arriva prima agli inizi di settembre quando il 9 chiude il proprio rapporto con il Bologna, venendo esonerato. Nessuno farà accenno alle condizioni fisiche di Mihajlovic ma il timore che proprio la costante necessità di doversi concentrare su se stesso abbia portato al distacco, è evidente. Seguirà un lungo periodo di silenzio, fino allo scorso 1° dicembre data di quando risale la sua ultima apparizione pubblica, in occasione di un evento con l'amico e maestro  Zeman: Mihajlovic era apparso provato dalla malattia ma in condizioni generali comunque buone, che mai avrebbero lasciato presagire che quindi giorni più tardi si dovesse piangerne la scomparsa.

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