La FIFA respinge la richiesta dell’Iran per i Mondiali: lo scenario per il ripescaggio dell’Italia

Se l'Iran vuole disputare la fase finale dei Mondiali di calcio che ha conquistato sul campo, dovrà rispettare il programma originario del suo girone, ovvero andare a giocare tutte e tre le sue gare all'interno del territorio degli Stati Uniti, coi quali è in corso una fragile tregua dopo le operazioni di guerra delle scorse settimane. La FIFA ha infatti respinto la richiesta iraniana di giocare le tre partite in Messico, Paese che organizza i Mondiali assieme a USA e Canada.
La decisione della FIFA sull'Iran non cambia nulla per l'Italia: chance di ripescaggio quasi nulle
Cosa cambia nello scenario per l'eventuale ripescaggio dell'Italia in caso di conseguente forfait dell'Iran? Assolutamente niente, visto che come abbiamo spiegato (e lì non ci sono novità), la casella mancante della nazionale iraniana sarebbe riempita quasi sicuramente da un'altra selezione asiatica (gli Emirati Arabi hanno solide motivazioni per essere la squadra prescelta, avendo perso per ultimi nei playoff del proprio continente), in ossequio al solido principio di lasciare invariati i posti riservati a ogni confederazione continentale.

L'Europa ha 16 posti, l'Italia potrebbe sperare solo se si ritirasse o fosse esclusa una nazionale europea, mentre non c'è nessuna possibilità che si giochino fantomatici playoff intercontinentali di cui si è parlato negli ultimi giorni. L'Asia invece ha 8 posti, più quello del playoff acciuffato dall'Iraq battendo la Bolivia, e tali rimarranno, salvo decisioni al momento improbabili della FIFA, cui comunque l'articolo 6 comma 7 delle ‘Regulations for the FIFA World Cup 26' attribuisce la facoltà di poter decidere chi eventualmente sostituirebbe l'Iran "a propria esclusiva discrezionalità". Resta questo l'unico appiglio di una speranza che ad ora è solo un miraggio lontanissimo: che la FIFA decida di non seguire il criterio continentale e ripeschi l'Italia in quanto la nazionale col più alto ranking (12° posto) tra le escluse.
Iran obbligato a giocare le sue partite dei Mondiali negli Stati Uniti
Per quanto riguarda l'Iran, è stata la presidente del Messico Claudia Sheinbaum a rivelare che la richiesta iraniana di non disputare le sue tre partite della fase a gironi negli Stati Uniti, a seguito degli attacchi del 28 febbraio da parte di USA e Israele, è stata respinta. "Alla fine la FIFA ha deciso che le partite non possono essere spostate dalle sedi originali", ha detto la Sheinbaum durante una conferenza stampa. Secondo la FIFA, lo spostamento avrebbe comportato "uno sforzo logistico enorme".

Dunque l'Iran non ha altra via, se vuole partecipare ai Mondiali, che giocare il match d'esordio del 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles, la seconda partita contro il Belgio nella medesima città californiana (21 giugno) e infine la terza gara contro l'Egitto a Seattle (26 giugno). In caso contrario, ci sarà una squadra ripescata dalla FIFA: non l'Italia, allo stato attuale delle cose.