
Cesc Fabregas ha davvero una gran faccia tosta. Perdonate i modi spicci ma proprio non riesco a definire diversamente il comportamento dell'allenatore del Como a San Siro. Ricapitoliamo: il tecnico spagnolo è nei pressi della sua panchina, al limite se non poco oltre la linea tratteggiata che delimita lo spazio a sua disposizione, e tocca/mette le mani su una spalla/tira leggermente la maglia (insomma, fa quel che gli pare) di Saelemaekers del Milan che gli passa affianco perché impegnato in un'azione.
Qual è stato l'epilogo di quell'episodio surreale quanto Bastoni che si tuffa, chiede l'ammonizione, esulta e mente spudoratamente? Fabregas la fa franca e, nonostante da un suo gesto grave sia scaturito il parapiglia, non viene squalificato. Fiuta il pericolo e si sfila dalla baruffa dopo aver abbozzato una spiegazione. Lascia che a litigare sia il suo team manager (che prende il rosso), se ne sta buono buono. Mica è fesso? Mica pensa che, prima in campo e poi anche in tv, è il momento giusto per ammettere le proprie responsabilità, scusarsi e accettare l'eventuale sanzione? No. Cerca di chiarirsi a modo suo. Osserva e aspetta.
Invece Allegri, che interviene per protestare e anche proteggere il suo calciatore, viene cacciato dall'arbitro (Mariani) che non ha visto né ha capito niente, né qualcuno dei suoi assistenti (a cominciare dal quarto uomo che è lì, a pochi metri) è intervenuto ad aiutarlo. Guardavano altrove. Al VAR, che in questi casi "muto deve stare" (per regolamento, sia chiaro eh) si godono la scenetta. Come La Penna. Ironia della sorte, sempre al Meazza.
Non è finita. Dopo la partita Fabregas va in televisione, cosparge il capo di cenere e indossa la maschera della lealtà e della correttezza. Non si sa mai… nel caso la cosa avesse qualche strascico, meglio pararsi. E addirittura cita Chivu dicendo: "Ha ragione, le mani a casa". Roba da ridere. Ma è la stessa persona che per giustificare la simulazione sfacciata di Bastoni, in buona sostanza, dà del fesso a Kalulu che se l'è cercata? Ma è la stessa persona che non censura il gesto del suo calciatore (e per carità, di fesserie se ne possono fare tante in campo quando ti parte l'adrenalina) e ribalta i fatti sostenendo che la colpa è dello juventino reo di "un tocco leggero" e non del proprio giocatore che ha fatto la sceneggiata? Ma è la stessa persona che nel 2011 tirò un pugno in faccia a Marco Rossi del Bari? E per tutti questi "splendidi" esempi a Fabregas dovremmo anche fare un applauso?
Ha ragione Allegri (che salta il Parma) quando gliene dice quattro negli spogliatoi. Si facesse, Fabregas, un paio di giornate di squalifica (ma chi dovrebbe fermarlo?). Poi possiamo parlare di scuse. E invece dovremmo pure dirgli grazie e compiacerci del suo comportamento? Come la lumachella de la vanagloria ch'era strisciata sopra un obelisco, guardò la bava e disse: Già capisco che lascerò un'impronta nella storia (Trilussa docet).